Cibi col semaforo: la giungla delle etichette in Europa

Bruxelles – Secondo le norme Ue, regimi di etichettatura nutrizionale come il semaforo possono essere adottati solo in modo volontario. Una situazione che ha portato in Europa a una vera e propria giungla di interventi.

Ecco come funzionano le etichette nei diversi paesi europei:

  • Regno Unito: ha un sistema a tre colori per visualizzare il tenore di grassi, sali e zuccheri per porzione di 100 grammi o millilitri. E’ volontario sulla carta, ma nella pratica è adottato dal 98% della grande distribuzione d’Oltremanica.
  • Francia: Parigi adotta il NutriScore, una scala di cinque colori che vanno dal verde al rosso secondo parametri quali l’apporto calorico, il contenuto di zuccheri, grassi saturi e sale, per 100 grammi. L’etichetta e’ stata scelta tra quattro diverse tipologie, dopo una sperimentazione iniziata nel settembre 2016 e durata 10 settimane in 60 punti vendita di quattro regioni francesi. Secondo il governo di Parigi la NutriScore, che segnala anche la presenza di componenti “buoni” per la salute come frutta o legumi, si è rivelata più efficace
    a informare in modo equilibrato in consumatori.
  • Belgio: fonti del governo federale belga hanno manifestato interesse all’approccio francese.
  • Nel mercato unico europeo esistono sistemi di etichettatura nutrizionale che non danno “cartellini rossi”, ma si basano su una classificazione positiva, come l’etichetta “keyhole” in vigore nei Paesi scandinaviSvezia, Norvegia e Danimarca. La keyhole ha solo il verde, a indicare prodotti salutari, riconosciuti sulla base di precisi requisiti.

A inizio marzo, sei multinazionali dell’agroalimentare hanno comunicato di aver incaricato un team di esperti di studiare un’etichetta “armonizzata a livello Ue” che intende utilizzare i colori per grassi, sali e zuccheri, ma non sulla base di quantità uguali per tutti gli alimenti, quanto sulle “porzioni di riferimento”, sviluppate dall’industria alimentare Ue per ogni specifico prodotto.

Il sistema francese “non è norma, è informazione data in modo comprensibile a tutti con un solo colpo d’occhio”, chiarisce in un’intervista all’ANSA Serge Hercberg, considerato il padre della nuova etichetta a semaforo made in France. “Non il padre, ma uno dei padri”, precisa al telefono il docente universitario, direttore dell’equipe di ricerca in epidemiologia nutrizionale (Eren) dell’Università Parigi 13 che nel 2014 ha proposto il Nutri-Score al ministero della Salute francese.

Dopo una sperimentazione durata 10 settimane, il Nutri-Score è stato scelto come il sistema migliore in una rosa di quattro. Si basa su un algoritmo che calcola il valore nutrizionale dell’alimento in riferimento a caratteristiche positive (contenuto in fibre, proteine, frutta, verdura o frutta secca) o negative (calorie, contenuto di grassi saturi, zuccheri semplici, sodio). Non solo, spiega Hercberg, il Nutri-score non ha l’obiettivo di condizionare le scelte dei consumatori ma vuole aiutarli a paragonare diversi prodotti, anche “della stessa famiglia”. “Tutti sanno che dal punto di vista nutrizionale i broccoli sono meglio delle patatine confezionate – spiega Hercberg – il Nutri-score serve a distinguere tra i diversi tipi di prodotti che fanno parte della stessa famiglia. In Francia si vendono 35 marchi di muesli, alcuni avranno la A (verde scuro, qualità nutrizionale migliore), altri la E (rosso, qualità nutrizionale inferiore)”. Risponde alla stessa logica il fatto che l’algoritmo del Nutri-score cambi per adeguarsi ad alimenti come formaggi, materie grasse vegetali o animali (olio, burro) e bevande. “Senza adeguamento – racconta Hercberg – sarebbero risultati tutti rossi”.

Con l’algoritmo modificato “in generale i grassi animali andranno più verso il rosso, quelli vegetali”, olio d’oliva incluso, “si classificheranno tra la C e la D (giallo o arancio), la margarina si classificherà meglio del burro e l’olio di colza meglio di quello di arachidi”. Per il foie gras c’è il rosso, anche se si tratta di un’eccellenza della tradizione gastronomica francese. I formaggi, al meglio, possono classificarsi tra giallo e arancione. “Il Nutri-score fornisce trasparenza all’informazione nutrizionale – precisa Hercberg – ma il rosso non vuol dire ‘non mangiare quell’alimento’, è tutt’al più un suggerimento a non consumarne in eccesso”. Si tratta, sostiene il professore, di un modo di comunicare “migliore delle incomprensibili etichette nutrizionali” che sono oggi obbligatorie a livello Ue, e anche del semaforo britannico. “Secondo i nostri studi – conclude Hercberg – il Nutri-Score è più efficace, intuitivo e comprensibile di altri sistemi”.