Da Charlie Hebdo al prof Paty, la scia di sangue in Francia

Roma – Jihadisti arruolati dall’Isis o lupi solitari emarginati che odiano il paese in cui vivono. Dal professor Paty a Charlie Hebdo, la Francia negli ultimi 5 anni è stata il bersaglio principale del furore anti-occidentale in Europa, con una lunga serie di assalti contro i civili. L’ultima offensiva integralista contro il Paese transalpino – scatenata dalla fatwa contro gli autori delle caricature di Maometto – diventa un assedio proprio mentre il Paese è “travolto dal Covid”, come ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, ritrovatosi al centro dell’ennesima tragedia a Nizza poche ore dopo aver annunciato il lockdown.

La scia del terrore dal 2015 a oggi:

* Charlie Hebdo, 7 gennaio 2015 – Il primo attacco è contro un simbolo della satira, che non risparmia nemmeno la religione. Due uomini armati irrompono nella redazione parigina della rivista, uccidendo 12 persone, tra cui il direttore. Come vendetta per le vignette sull’islam e le caricature di Maometto. Il 26 giugno, nell’area di Lione, un fattorino decapita il suo capo con un coltello e poi, brandendo bandiere islamiste, cerca di far esplodere una fabbrica.

* Bataclan, 13 novembre 2015 – Parigi vive una nottata da incubo, teatro di guerriglia: tre commando assaltano la sala concerti del Bataclan, lo stade de France e diversi caffé del centro. Una strage: 130 morti, tra cui l’italiana Valeria Solesin, e oltre 400 feriti.

* Nizza, 14 luglio 2016 – Un giovane tunisino travolge e uccide con un tir 86 persone sul lungomare e ne ferisce 450. Nel giorno delle celebrazioni per la festa nazionale. Sei le vittime italiane. Alcuni giorni dopo un sacerdote cattolico, padre Jacques Hamel, viene massacrato durante la messa in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia. I due assalitori vengono uccisi. L’Isis rivendica.

* Il 2017 all’arma bianca – Il 3 febbraio un egiziano di 29 anni, armato di due machete, si scaglia contro quattro soldati a guardia del Louvre, gridando ‘Allah akbar’. Stessa dinamica, il 15 settembre: il bersaglio è un militare, alla metropolitana di Parigi, l’arma è un coltello. L’episodio più grave avviene il primo ottobre: un tunisino accoltella a morte due donne davanti alla stazione di Marsiglia gridando “Allah Akbar”.

* Strasburgo, 12 dicembre 2018 – Un uomo piomba armato su un mercatino di Natale, uccidendo 4 persone e ferendone 11. Tra le vittime anche il giornalista italiano Antonio Megalizzi. Alcuni mesi prima, il 12 maggio, un giovane francese nato in Cecenia accoltella i passanti in una strada del centro di Parigi, gridando “Allah Akbar”. Un morto e quattro feriti. Ancora la firma dell’Isis. E’ invece un lupo solitario l’aggressore che il 3 ottobre 2019 accoltella a morte tre agenti di polizia e un agente amministrativo nel quartier generale della polizia di Parigi. Era uno scienziato informatico che lavorava presso la direzione dell’intelligence, convertito all’Islam.

* Il professor Paty, 16 ottobre 2020 – Un professore di storia e geografia, Samuel Paty, viene decapitato in un comune nei pressi di Parigi da un rifugiato di origine cecena, per aver mostrato caricature di Maometto a i suoi studenti durante le lezioni sulla libertà di espressione. E’ l’ultimo di una serie di assalti all’arma bianca compiuti quest’anno in Francia. Il più grave il 4 aprile: un rifugiato sudanese accoltella i passanti per strada a Romans-sur-Isère, nel sud-est: 2 morti e 5 feriti.

* Nizza, 29 ottobre 2020 – Brahim Aouissaoui, 21 anni tunisino, sbarcato in Italia a settembre e poi clandestino in Francia da pochi giorni, è entrato nella basilica di Notre-Dame in pieno centro di Nizza, dove c’erano pochissimi fedeli, e si è avventato su una signora decapitandola, poi ha sgozzato il sacrestano Vincent e una giovane donna di 30 anni.