Dai centri per l’impiego lavoro solo al 2% dei disoccupati, difficoltà anche in Ue

Roma – L’iniezione di risorse che il Governo farà arrivare ai centri per l’impiego per sostenere il processo del reddito di cittadinanza dovrà invertire una situazione di grande difficoltà. Questo almeno a leggere i dati diffusi dalla Banca d’Italia durante l’ultima tornate di audizioni sulla manovra. Dai dati di Via Nazionale emerge infatti che nel 2017 solo il 2% dei disoccupati che hanno trovato un lavoro dipendente nel settore privato lo ha fatto grazie ai centri per l’impiego. Nel corso dell’anno inoltre poco più del 25% delle persone in cerca di lavoro ha avuto contatti con un centro per l’impiego. La manovra stanzia 2 miliardi in due anni per i centri, il cui rafforzamento è appunto ritenuto essenziale per l’introduzione del reddito di cittadinanza. Bankitalia sottolinea inoltre che la frequentazione dei centri per l’impiego si fa ancora più rara nelle fasce di popolazione disoccupata meno abbiente, cioè proprio in quelle fasce a cui sarebbe quindi destinato il reddito di cittadinanza. “Tra le persone che, per caratteristiche individuali e familiari, sono maggiormente esposte al rischio povertà – ha spiegato nel corso dell’audizione parlamentare Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale di Via Nazionale – il ricorso ai centri per l’impiego è ancora meno frequente e inferiore la probabilità di trovare un impiego grazie alla loro intermediazione”.

Anche in Paesi con una maggiore tradizione nel campo delle politiche attive, peraltro, la probabilità che un disoccupato trovi un lavoro attraverso un centro per l’impiego “non è alta”. Nel 2016, ad esempio, in Francia e in Germania la percentuale è stata pari al 7%. In ogni caso il vicepresidente Luigi Di Maio si mostra fiducioso e recentemente, sulla riforma dei centri per l’impiego, ha spiegato: “questo è esattamente quello che il governo vuole fare attraverso la riforma dei centri per l’impiego: agevolare il dialogo tra domanda e offerta, permettendo un più rapido scambio di informazioni attraverso la loro digitalizzazione”. “Nel frattempo, chi cerca lavoro, non sarà ‘estromesso’ dalla società grazie al Reddito di cittadinanza, le ore di pubblica utilità spese a dare una mano al proprio Comune e i corsi di formazione, per essere pronti a entrare (o rientrare) nel mondo del lavoro”.