Dall’Ue a Italia 27,4 miliardi del fondo Sure per la Cig

Bruxelles – La strategia della Commissione europea per far fronte alle devastanti conseguenze socio-economiche del Coronavirus comincia a dare i suoi primi risultati concreti, con la proposta di stanziare all’Italia, a strettissimo giro, un sostegno economico da 27,4 miliardi di euro – la quota più alta in Ue – per salvaguardare l’occupazione. Una grossa boccata di ossigeno per il Paese, con l’autunno ormai alle porte, ed il rischio di malcontento sociale alle stelle. Un finanziamento, realizzato attraverso il meccanismo Sure (che col Mes ultralight e Bei fa parte della ‘prima linea degli strumenti di difesa’ attivabili in attesa dei miliardi del Recovery Fund), con l’emissione di titoli comuni europei, ed un risparmio per le casse dello Stato italiano, nell’arco dei 15 anni di maturità, “stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro”, come ha evidenziato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. 

Una misura spartiacque che arriva in tempi insolitamente rapidi, “solo quattro mesi dalla mia proposta” ci ha tenuto a sottolineare la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, segno della solidarietà europea a favore del lavoro, ha incalzato il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni. Riprova che “l’impegno europeista paga e cambia le cose. Avevamo ragione noi: chi piccona e distrugge l’Europa sbaglia”, ha esultato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Commenti positivi anche da esponenti M5s – dalla vice ministro all’economia, Laura Castelli, all’europarlamentare Daniela Rondinelli – che rivendicano il risultato come un effetto della buona politica del governo sul fronte del lavoro. Ma – commentano fonti del Movimento – Il Fondo Sure fa parte delle misure che “trovano il sostegno” di M5s e questo “non prelude ad alcuna possibile apertura sul Mes”. L’esborso servirà a finanziare le principali misure messe in campo dal governo Conte a sostegno del lavoro e dell’occupazione, dalla Cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti alle indennità per i lavoratori autonomi di vario tipo, i collaboratori sportivi, i lavoratori domestici e quelli intermittenti, dal fondo perduto per autonomi e imprese individuali al congedo parentale, dal voucher baby sitter alle misure per i disabili, dal credito di imposta sanificazione a quello ‘Adeguamento Covid’.

Lo stanziamento (in più tranche) dovrebbe partire già da settembre. Bruxelles ha infatti già presentato proposte per un pacchetto complessivo di 81,4 miliardi di euro per 15 Paesi, tra cui appunto l’Italia. Le distanze da colmare sono ora il via libera del Consiglio dell’Unione, ed il perfezionamento del sistema di garanzia della Bulgaria, Paese che come tutti gli altri 26 è chiamato a contribuire ai 25 miliardi del fondo che permetterà alla Commissione di raccogliere prestiti sui mercati finanziari a tassi agevolati, da girare agli Stati membri, e rimborsabili in 15 anni. Dopo l’Italia, che con 27,4 miliardi è il primo beneficiario (ne aveva chiesti 28,5), i pacchetti più consistenti vanno alla Spagna (21,3 mld), e alla Polonia (11,2mld). Seguono tra gli altri, il Belgio (7,8 mld), il Portogallo (5,9mld), la Romania (4mld), e la Grecia (2,7mld). Intanto è all’esame anche la richieste dell’Ungheria. Per il momento nè Francia, nè Germania, o Olanda hanno fatto richiesta, ma potranno presentarla nei prossimi mesi, fino all’esaurimento del totale previsto di 100 miliardi di euro.