Effetto Brexit sul Parlamento Ue, senza britannici all’Italia andrebbero 3 seggi in più

Bruxelles – I leader Ue si riuniranno in un vertice straordinario a Bruxelles per decidere se concedere o meno un’ulteriore proroga alla Brexit guidata da Theresa May. Se la risposta fosse negativa, l’uscita del Regno Unito dall’Unione senza un accordo avrebbe effetto immediato e, naturalmente, i britannici non prenderebbero parte alle elezioni europee di maggio. L’effetto Brexit sul Parlamento Ue porterebbe alla ridefinizione della sua composizione dopo l’abbandono dei 73 parlamentari britannici. Il numero degli eurodeputati dovrebbe quindi essere ridotto da 751 a 705. I 46 seggi tagliati rimarranno liberi in vista di un eventuale allargamento dell’Ue mentre altri 27 scranni attualmente appannaggio della Gran Bretagna dovrebbero essere ripartiti tra i 14 Paesi Ue sottorappresentati, tra cui l’Italia. La pattuglia italiana a Strasburgo passerebbe quindi da 73 a 76 membri.

Nel caso in cui il Consiglio Europeo straordinario dovesse concedere a Londra una proroga ‘lunga’ della Brexit, la Gran Bretagna “sarà obbligata” a partecipare alle elezioni europee. Questa la posizione assunta dalla conferenza dei presidenti dell’Europarlamento, secondo la quale “in ogni caso” l’accordo dello scorso novembre “non dovrà essere riaperto”. Dopo aver premesso che lo scenario di un’uscita senza accordo “dovrebbe essere evitato”, il Parlamento Ue sottolinea che May “non può presentarsi oggi al Consiglio a mani vuote”. Il Parlaento Ue si aspetta che la premier indichi quali sono le prospettive dei colloqui con i Labour e se esiste una solida maggioranza parlamentare. “Altrimenti dovrà indicare chiaramente quale strada seguire”: nuovo referendum, elezioni politiche anticipate, revoca dell’articolo 50.

Il Consiglio europeo sottolinea che l’estensione non dovrà “minare il regolare funzionamento” delle sue istituzioni. “Se il Regno Unito sarà ancora un membro dell’Ue il 23 e 26 maggio 2019 e se l’Accordo di recesso non sarà stato ratificato entro il 22 maggio, dovrà organizzare le elezioni per il Parlamento europeo, secondo la legge dell’Ue. Se il Regno Unito non assolve al suo obbligo” il divorzio avverrà l’1 giugno 2019″. Si legge nella bozza di conclusioni del vertice straordinario, di cui l’ANSA ha visione.