Gran Bretagna, elezioni locali successo per la premier May

Londra – I risultati delle elezioni amministrative di giovedì 4 maggio in Inghilterra, Galles e Scozia incoraggiano la premier britannica Theresa May, attesa all’esame cruciale delle elezioni legislative il prossimo 8 giugno. Il partito conservatore guidato da May ha infatti guadagnato 563 seggi tra Inghiterra, Galles e Scozia, a spese dell’opposizione laburista, che ha fatto registrare risultati molto deludenti, e soprattutto di UK Independence Party (Ukip), il partito anti-Ue fondato da Nigel Farage, spazzato via su tutti i territori e rimasto a mani vuote.

I seggi in palio erano in tutto 4.851 in 88 consigli regionali – 32 in Scozia, 22 in Galles, e 34 in Inghilterra. La performance del partito conservatore è stata la migliore dal 1973, superando anche il record di Margaret Thatcher ai massimi della popolarità. Quello di giovedì rappresentava il primo test elettorale per May, impegnata nella campagna per le elezioni legislative dell’8 giugno, invocate in anticipo dalla stessa premier britannica nel pieno delle trattative sulla Brexit con l’Unione europea.

Sui 563 seggi ottenuti, i Tories hanno registrato un aumento di 164 seggi in Scozia, con un guadagno di almeno un seggio in tutti i consigli comunali. Il merito è attribuito in gran parte a Ruth Davidson, leader Tory in Scozia, che ha raccolto consensi puntando sul carisma personale e su una forte opposizione all’idea di un secondo referendum sull’indipendenza. Il partito nazionalista scozzese, l’Snp della premier Nicola Sturgeon, si è confermato primo partito in Scozia, ma i conservatori hanno superato i laburisti conquistando il secondo posto.

I laburisti di Jeremy Corbyn sono invece apparsi in grande difficoltà: 380 in totale i seggi persi e una performance decisamente negativa in particolare in Scozia (-113 seggi) e in Galles (- 62), territori da sempre più a favore. In particolare, il colpo più pesante per i laburisti in Scozia è stato la perdita di Glasgow, roccaforte Labour da oltre 30 anni, passata ora al partito nazionalista scozzese. In Galles, invece, i laburisti hanno dovuto cedere diverse città e l’unica consolazione è aver salvato il controllo del capoluogo, Cardiff.

Ancora peggio sono andate le cose per Ukip, pressoché cancellato da tutti i territori. Il partito anti-Ue di Nigel Farage ha perso tutti i 145 seggi che aveva senza guadagnarne nemmeno uno, segnale di una completa perdita di consistenza dopo aver partecipato da protagonisti alla partita del referendum sulla Brexit lo scorso 23 giugno.

Il voto locale era importante anche perché si votava in 6 regioni, tra cui le aree metropolitane di Manchester e Liverpool, che per la prima volta dovevano scegliere il loro ‘sindaco metropolitano’. Qui i Labour hanno ottenuto un parziale riscatto, vincendo la corsa per la poltrona di sindaco a Liverpool, con Steve Rotheram, e a Manchester, con l’ex-ministro Andy Burnham: due città importanti da aggiungere a quelle di cui hanno già il primo cittadino, come Londra, Bristol e Birmingham.