Il pass Covid Ue pronto il 1° giugno, il turismo si reinventa con nuove idee

Bruxelles - Si aspettano le date sulle riaperture e le decisioni sul Green pass europeo, si lotta per gli indennizzi e i ristori, si discute sulle isole Covid free e si attendono con ansia le vaccinazioni. Il turismo, stremato dalla crisi del Covid, però non si ferma e a modo suo si reinventa.

I dati danno l’idea del colpo quasi mortale subito dal settore nel 2020. A causa delle limitazioni ai viaggi, Eurostat rileva che i pernottamenti sono più che dimezzati, facendo segnare in media un -52% rispetto al 2019, con 1,5 miliardi di notti in meno. Per l'Italia, i pernottamenti persi sono stati circa 230 milioni. L’area del Mediterraneo è stata la più colpita: Paesi come Cipro, Grecia e Malta, il cui Pil dipende in maniera preponderante dal turismo, hanno subito perdite di oltre il 70%. Un po’ meglio è andata al nord, ma non troppo: anche per Paesi Bassi e Danimarca, dove sono stati osservati i cali di pernottamenti più contenuti, si è arrivati a perdite intorno al 30%.

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Il green pass per viaggiare senza l'incubo del Covid può essere la chiave di volta per salvare le vacanze estive. La Commissione Ue vuole lanciarlo il primo giugno e in tutto il mondo ci si sta ragionando, ma il percorso tracciato è tutt'altro che lineare. Non è ad esempio detto che le tecnologie adottate a livello nazionale comunichino tra loro. Poi ci sono i dubbi sulla privacy e sulle potenziali discriminazioni verso chi non si è potuto ancora vaccinare. Evitare blocchi e divisioni è l'obiettivo della Commissione Ue. Il certificato proposto da Bruxelles è gratuito e consiste in un QR code da tenere nello smartphone o da stampare su carta, con tre alternative per dimostrare di poter viaggiare: essersi sottoposti alla vaccinazione, essere risultati negativi a un tampone, oppure essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi. Il sistema operativo, tramite app, sarà pronto il primo giugno e gli Stati potranno implementarlo perché diventi pienamente operativo tra i 27 e nell'area Schengen a luglio. Di fatto, però, i più impazienti si sono già mossi. E' il caso della Grecia, primo Paese a proporre un certificato anti-Covid per rilanciare il turismo nelle sue isole. Ed a febbraio ha stretto un accordo con Israele che permette ai cittadini già vaccinati di viaggiare nei due Paesi. Atene inoltre ha reso noto che accoglierà tutti i possessori di un pass da metà maggio. Nell'Ue, anche la Danimarca ha lanciato il proprio certificato vaccinale, che permetterà ai suoi cittadini di andare al ristorante o al cinema. L'Estonia sta sviluppando la propria app per lanciarla entro fine mese. Apripista in Europa è stata l'Islanda: il pass è attivo da gennaio, da marzo le frontiere sono state aperte ai viaggiatori di tutto il mondo forniti di certificato. La Gran Bretagna è a buon punto. Quanto all'Italia, si pensa ad un pass per muoversi all'interno delle regioni, mentre per i viaggi all'estero l'orientamento è di restare allineati al coordinamento Ue. Anche nel resto del mondo il green pass è in via di definizione o è già una realtà. Negli Stati Uniti ci stanno lavorando, a New York è attiva una app per andare a teatro o agli eventi sportivi. Lo stesso accade in Israele, grazie all'eccellente campagna vaccinale. La Cina ha il suo pass sanitario digitale. Il punto ora è capire cosa quando arriverà l'estate e ci sarà il boom delle partenze. Se, in particolare, i codici delle singole app saranno leggibili ovunque, oppure se bisognerà adottare uno standard tecnologico comune. Altro tema, il modo in cui i dati personali verranno trattati per salvaguardare la privacy. E ci sono anche rischi di carattere sociale: secondo l'Oms l'adozione dei green pass potrebbe alimentare le disuguaglianze, discriminando i cittadini dei paesi che non hanno i mezzi e le strutture per vaccinare alla stessa velocità degli occidentali.

Il pass verde europeo è soltanto una parte di un pacchetto più ampio che riguarda la revoca coordinata e in sicurezza delle restrizioni alla libertà di circolazione. Alcune mete turistiche più gettonate d’Europa, che in inverno hanno raggiunto il contagio zero, stanno già cercando di inventarsi soluzioni innovative. Atene ha deciso di anticipare i tempi del passaporto europeo, annunciando isole Covid-free e assicurando che dal 14 maggio tutte le persone in possesso di vaccino o tampone negativo potranno trascorrere lì le proprie vacanze. Anche le Baleari e le Canarie hanno registrato un boom di prenotazioni, soprattutto tedesche.

In Italia, alcune Regioni cercano di ripartire mettendo in campo iniziative specifiche, destinate a particolari target. Varie quelle che puntano sul cosiddetto turismo 'di lavoro', legato allo smart working e alla possibilità di lavorare da remoto magari durante qualche giorno trascorso nei borghi storici. Capofila le Marche e il Piemonte, che lavora anche a valli Covid-free.

L’Emilia-Romagna, invece, ha lanciato una campagna per portare i tedeschi sulla Riviera Romagnola, da sempre una delle mete principali dei vacanzieri teutonici tanto da guadagnarsi, nel passato l'appellativo di 'Teutonen Grill'. La Romagna del sole, del mare e del buon cibo, della sua proverbiale accoglienza è al centro di una promozione pubblicitaria cross-mediale pensata per il mercato tedesco con un investimento complessivo pari a 300mila euro.

Da Napoli l'idea del soggiorno sospeso: un anticipo per prenotare una stanza del B&b scrivendo nella casella della data d'arrivo ' Verremo quando passa la pandemia': è lo spirito del ' Soggiorno sospeso' ideato da Fabrizio e Aida che a Napoli gestiscono da anni il Toledostation e che in appena 5 giorni dalla pubblicazione su una piattaforma di crowdfunding hanno ricevuto da varie parti del mondo 140 adesioni raccogliendo 12 mila euro.

La Sardegna si tuffa sul verde e sulla sostenibilità con hotel galleggianti come le house boat del porticciolo di Su Siccu a Cagliari ma come molte altre "barche" impegnate in questo tipo di ospitalità in tutta l'Isola (l'obiettivo è arrivare a 1.000). E trenini verdi, turismo lento, parchi naturali dall'Asinara al Parco di Porto Conte.

La Sicilia intende invece utilizzare il patrimonio materiale e immateriale dei territori recuperando fiabe e leggende per valorizzare le diverse realtà dell'Isola anche con l'obiettivo di creare nuovi percorsi di attrazione dei flussi turistici. Il progetto si chiama "I sentieri della fiaba, i territori si raccontano" e ha già riunito 50 comuni siciliani.