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Coronavirus: in Europa preoccupano Francia, Spagna e Belgio

Roma - Meno di due anni per sconfiggere la pandemia. E' l'auspicio, più che una previsione, dell'Organizzazione mondiale della Sanità quando il coronavirus, a 8 mesi dalla sua comparsa in Cina, ha già causato quasi 800 mila morti e oltre 22 milioni di contagi in tutto il mondo. Nel suo consueto briefing da Ginevra, il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ricordato che la precedente pandemia, l'influenza spagnola del 1918, durò - appunto - due anni. "Oggi il virus si muove più velocemente perché sono aumentate le connessioni - ha spiegato -, ma allo stesso tempo abbiamo più tecnologia e conoscenze per fermarlo". Intanto gli Stati Uniti (oltre 5,6 milioni di contagi), il Brasile (3,5 milioni) e l'India (quasi 3 milioni) restano i Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19, mentre in Europa destano preoccupazione i dati giornalieri che arrivano dalla Francia, dalla Spagna e dal Belgio.

Anche in Italia nuovo boom di contagi per il Covid: 947 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Nove i morti a fronte dei 6 registrati giovedì. Questi i dati del ministero della Salute. Il dato non si registrava dal 14 maggio scorso, quando erano stati +992 i positivi registrati in un giorno. Il totale dei contagi dall'inizio dell'emergenza ha raggiunto quota 257.065. Sono complessivamente 35.427 i decessi. In calo i tamponi: 71mila, circa 6mila in meno di ieri. Prosegue il trend di aumento dei ricoveri di malati Covid: sono 919 nelle ultime 24 ore, ovvero 36 in più rispetto al giorno precedente. Stabile il dato sulle terapie intensive, in tutto 69 (+1), mentre i pazienti in isolamento domiciliare sono aumentati di 627 unità (ora sono 15.690). Il numero dei dimessi e dei guariti è cresciuto di 274 unità in un giorno, raggiungendo il totale di 204.960. Gli attualmente positivi sono 16.678 (+664).

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Dopo il picco di ieri, Parigi ha registrato oggi altri 4.586 contagi e 23 morti: numeri che non si vedevano dai tempi del lockdown. Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, è tornato, in un'intervista a Paris Match sull'aumento dei contagi da Coronavirus in Francia negli ultimi giorni, affermando che "il rischio zero non esiste mai" e che "non si può richiudere tutto il Paese". Parlando dal Fort de Bregancon, nel sud della Francia, luogo di residenza dei presidenti, Macron ha detto che "non si può fermare il paese, perché i danni collaterali sono considerevoli. Il rischio zero non esiste mai in una società. Bisogna rispondere a questa ansia senza cadere nella dottrina del rischio zero". Macron dice di capire "la legittima ansia, legata al virus", ribadendo che siamo di fronte a "un fenomeno epidemico totalmente nuovo" ed ha ricordato la politica sanitaria che consiste nel "testare, tracciare, isolare, organizzare i nostri ospedali, prevenire, generalizzare la mascherina quando necessario". Macron spera inoltre che l'Ue possa trovare il vaccino contro il coronavirus nei prossimi mesi. "Abbiamo potenziato la cooperazione europea sul vaccino e adesso abbiamo diversi vaccini in fase tre. Forse non potremmo risolvere il problema nei prossimi giorni, ma speriamo di farlo nei prossimi mesi", ha detto.

Stessa cosa in Spagna, che da giorni oscilla attorno ai 3.500 nuovi casi quotidiani: l'ultimo dato parla di 3.650 contagi in 24 ore e 25 nuovi decessi nel Paese, importante meta turistica dichiarata ormai zona rossa da gran parte dei partner europei. Senza imporre nuovi lockdown, la comunità di Madrid è tornata tuttavia a invitare la popolazione a restare a casa nelle zone con il maggior numero di contagi. Il direttore del Centro spagnolo di coordinamento per gli allarmi sanitari, Fernando Simon, si è poi spinto a chiedere aiuto agli influencer affinché stimolino comportamenti virtuosi.

A Bruxelles oltre 120 infezioni ogni 100 mila abitanti nelle ultime due settimane: la capitale belga che si appresta a diventare la prossima 'zona rossa' sulla mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e si aggiungerà alle zone con il numero di contagi più alti d'Europa rispetto alla popolazione, come le regioni della Spagna settentrionale e le Baleari, e parte di Romania e Bulgaria. Sulla mappa dell'Ecdc, il Belgio intero si è colorato di arancione scuro. Secondo gli ultimi dati dell'istituto sanitario nazionale (Sciensano), Bruxelles ha avuto 67,5 contagi ogni 100mila abitanti la scorsa settimana e 58,9 contagi la settimana precedente. Anche la provincia di Anversa ha registrato dati comparabili durante questo periodo, ma la curva di Anversa è in calo, quella di Bruxelles in aumento. Secondo l'ultimo bollettino epidemiologico di Sciensano, il Belgio ha il quinto maggior numero di contagi in Europa, dopo Spagna, Malta, Lussemburgo e Romania.

"Il rischio di un'ulteriore escalation" nei contagi da coronavirus "è molto reale" e vanno seguite le "semplici misure che possono tenere a bada il virus e impedire la reintroduzione di regole dolorose", ha detto all'ANSA la commissaria Ue alla salute Stella Kyriakides. "Capisco - ha aggiunto - che molti ne abbiano abbastanza delle restrizioni, siano stanchi di stare attenti e di essere preoccupati". Ma, ammonisce, "la mancanza di vigilanza è una delle ragioni per cui Covid-19 è di nuovo in aumento in alcune parti d'Europa".

E mentre il mondo si prepara a riaprire le scuole tra le incertezze e le paure di ragazzi, docenti e genitori, l'Oms raccomanda - nelle nuove linee guida stilate con l'Unicef - che i bambini sopra i 12 anni indossino le mascherine proprio come gli adulti, cioè "quando non possono garantire una distanza di almeno un metro dagli altri e dove c'è una trasmissione diffusa". L'agenzia dell'Onu ha infine duramente condannato i casi di corruzione verificatisi attorno ai materiali di protezione dal virus: è "omicidio", ha stigmatizzato Tedros Ghebreyesus. "Se gli operatori sanitari si trovano a lavorare senza l'equipaggiamento di protezione personale, rischiano la loro vita e mettono a rischio anche la vita delle persone che assistono", ha detto. "E' un crimine ed è omicidio. E deve cessare".