Internet banking: i correntisti web in Italia sono solo il 31%, il Nord Europa domina

BRUXELLES – Più di due italiani su tre non utilizza le nuove tecnologie per la gestione dei propri risparmi. Il contingente dei diffidenti verso l’online è di gran lunga più alto della media europea, dove una persona su due fra i 16 e i 74 anni utilizza computer, smartphone o tablet per gestire il proprio conto corrente. In Francia sono il doppio (62%) rispetto all’Italia i correntisti che si affidano a Internet, mentre in Danimarca lo fa addirittura il 90%. La fotografia scattata da Eurostat sull’uso dei servizi di home banking nell’Unione mostra un continente diviso in due, con i cittadini del Nord Europa ormai abituati a gestire i propri risparmi via web, e quelli del Sud più “tradizionalisti” che scelgono di affidarsi al vecchio sportello bancario, oppure sono obbligati a farlo a causa di una scarsa copertura della rete internet sul territorio.

L’Italia, nonostante col suo 96% detenga il primato europeo dei “navigatori” web quotidiani (dati Eurostat 2016), ha solamente il 31% dei cittadini che dice di usare i servizi di home banking. Peggio fanno solo Paesi dell’Est come Bulgaria (5%) e Romania (7%) e dell’Europa meridionale come Grecia (25%) e Cipro (28%). Percentuali più alte si registrano invece in Croazia (33%) Ungheria (38%) e Polonia (40%), nonostante in quei Paesi dichiari di connettersi quotidianamente meno del 90% della popolazione. Non fa bene all’Italia nemmeno leggere il ritratto di Eurostat con un occhio al passato: se in un decennio i “correntisti digitali” nell’Unione sono aumentati in media del 26%, nella Penisola il dato è cresciuto solo del 19%. Nel 2007, mentre nell’Ue usava la rete già una persona su quattro, l’Italia registrava un misero 12%. Più o meno come Croazia (9%) Ungheria (11%) e Polonia (13%), che però in 10 anni hanno quasi quadruplicato quelle percentuali.