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Le donne manager restano una minoranza in Europa

BRUXELLES - A livello europeo, le manager restano una minoranza: soltanto 3,3 milioni contro i 6,2 milioni di uomini, sebbene le donne rappresentino quasi la metà di tutti gli occupati nell'Ue (46%).  Lo rivela una serie di dati Eurostat, sul terzo trimestre 2020, pubblicati in occasione della Giornata internazionale delle donne.

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Sono meno di un terzo (il 28%) le donne dirigenti in Italia, che si posiziona quintultima nella classifica degli Stati membri per percentuale di quote rosa tra i manager. Agli ultimi posti anche Lussemburgo e Malta (pure al 28%), Cipro (27%), Paesi Bassi (26%) e Croazia (24%). All’altro estremo, la quota maggiore di donne in posizioni manageriali è stata registrata in Lettonia (45%) e Polonia (44%), seguite da Bulgaria, Ungheria, Slovenia e Svezia (tutte al 42%).

Va meglio nel campo dei servizi ad alta tecnologia e ad alta intensità di conoscenza: a livello regionale, le donne superano gli uomini e arrivano al 59%. In Italia, le Province autonome di Trento e Bolzano superano la media europea e hanno la percentuale più alta (rispettivamente 61% e 60%) di donne impiegate in questi settori. Maglia nera per Calabria (46%), Puglia (46.5%) e Campania (48%).

Però il divario occupazionale persiste ed è riscontrabile a tutti i livelli di istruzione. Dei lavoratori italiani con un’istruzione elevata, l'82% sono uomini e il 72% donne. Fra questo tipo di lavoratori il divario occupazionale in Europa è diminuito da 7,2 punti percentuali nel terzo trimestre del 2010 a 6,4 punti percentuali nel terzo trimestre del 2020. Più basso era il livello di istruzione, più ampio era il divario tra i tassi di occupazione per uomini e donne. Nel caso italiano, il 67% uomini contro il 35% donne per le persone con meno istruzione.

In generale, il tasso di occupazione fra gli adulti europei resta del 78,3% per gli uomini e del 66,6% per le donne.