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La Svezia avrà la sua prima premier donna

Roma - Studentessa modello, nuotatrice di alto livello, ministra delle Finanze e da oggi leader dei socialdemocratici, come tale in procinto di diventare premier del governo svedese. A Magdalena Andersson piace battere i primati e sarà così anche la prima donna a guidare un esecutivo in Svezia, l'unico dei Paesi nordici a non avere ancora avuto una prima ministra, nonostante l'uguaglianza di genere sia una realtà da tempo consolidata. "Ho accettato di essere presidente del partito perché so che la Svezia può fare di meglio e so che siamo noi, i socialdemocratici, che dobbiamo portare avanti la Svezia".

Le sue prime parole dopo l'elezione per acclamazione al congresso del partito a Goteborg sono più che una generica dichiarazione di circostanza, sono l'incipit di un programma di governo le cui priorità la futura premier ha già chiarito: il clima, "la ripresa del controllo democratico" su scuola e sistema sanitario dopo un'ondata di privatizzazioni e la lotta alla "segregazione" e alle bande violente che il governo del dimissionario Stefan Löfven finora non è riuscito a contrastare. Punti chiave in linea con un profilo che da ministra delle Finanze riassumeva così sul sito del governo: "Creare una crescita socialmente ed ecologicamente sostenibile ed equamente distribuita è uno dei temi cruciali del nostro tempo. È anche un tema in cui la Svezia ha buone prospettive di essere in prima linea". Obiettivi ambiziosi, con una strada nient'affatto in discesa già dalla formazione del suo governo.

L'iter parlamentare che porterà Andersson sullo scranno più alto dell'esecutivo inizierà quando Löfven, ancora primo ministro, formalizzerà le sue dimissioni annunciate ad agosto per il mese di novembre, dopo sette anni di premiership e una complicata crisi politica a inizio estate. Il primo scoglio sarà assicurarsi il sostegno di ambientalisti, partito di Sinistra e partito di Centro, indispensabili alla formazione del governo. Una volta incassato il voto parlamentare, la neo premier dovrà governare con lo sguardo rivolto alla campagna elettorale e al voto previsto nel settembre 2022, con i sondaggi che non premiano i socialdemocratici e che la futura premier dovrà cercare di raddrizzare contro un avversario pericoloso: il Partito conservatore guidato da Ulf Kristersson che si è alleato con il partito anti immigrazione dei Democratici Svedesi. Una battaglia che si preannuncia dura contro un'estrema destra che negli ultimi dieci anni si è rafforzata anche grazie a un diffuso senso di disagio nei confronti di consistenti flussi migratori ridimensionati solo dopo un consistente giro di vite del governo Löfven nel 2016.