L’Ecofin è diviso sulla riforma del Patto di Stabilità, Italia prudente

Bruxelles – All’ultimo Ecofin ad Helsinki i ministri dell’Economia e dei Paesi Ue hanno cominciato a parlare di revisione del Patto di stabilità, ma con scarso appetito intorno al tavolo. Eppure la spinta a semplificare le regole è partita dai due capi d’Europa: sia il Nord rigorista che il Sud più morbido sono insoddisfatti dell’attuale assetto. Per motivi diversi, però. I primi perché vedono regole continuamente aggirate, grazie alla flessibilità delle stesse. I secondi perché vorrebbero ancora più margini, non avendo spazio di bilancio. “Dobbiamo evitare uno scenario in cui apriamo la discussione sulla legislazione senza sapere come chiuderla”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis al termine della riunione. Molti Paesi, ha spiegato, hanno sottolineato come sia opportuno “aprire la discussione sulla legislazione solo se siamo sicuri di chiuderla meglio di com’era”. Posizione da sempre della Germania, con la quale ha bloccato ogni riapertura dei Trattati. Ma anche la Francia frena in questo caso, e Gualtieri è realista: “La prudenza non è solo della Francia, ma di tutti noi”, ha detto, spiegando che il discorso della revisione delle regole va tenuto su un piano distinto rispetto a quello che l’Italia può fare nella sua politica economica e nella manovra.

La prossima legge di Bilancio sarà quindi fatta “all’interno delle regole, che comprendono anche il pieno uso della flessibilità”, ha ricordato il ministro. Punto sottolineato più volte anche dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Tra le righe ci si legge un’apertura all’Italia, anche se, teoricamente, la flessibilità a disposizione era finita. In realtà Bruxelles si sforzerà di andare incontro al Governo cercando nuovi margini, nelle vecchie regole o nelle nuove eccezioni, per consentirgli di attuare il piano di investimenti che ha in cantiere. “Il tema della ‘golden rule’ è entrato nella discussione” dell’Ecofin, ed “è emersa la disponibilità della Commissione ad approfondire forme per proteggere e favorire investimenti legati a grandi priorità a partire dal clima”, ha assicurato Gualtieri.