L’Europa riparte: Italia, Francia e Spagna nella fase 2, scuole aperte in Germania

ROMA – In un esercizio di equilibrismo tra la necessità di riavviare le economie per evitare il disastro e il rischio di far ripartire anche i contagi da coronavirus, è ormai tutta l’Europa – seppure con velocità diverse – che entra nella ‘fase 2’ come si sta preparando a fare l’Italia. Dalla Spagna alla Germania, dall’Austria alla Grecia fino ai Paesi scandinavi, tutti stanno lentamente allentando i blocchi, disponendo allo stesso tempo misure di distanziamento sociale, introducendo l’obbligo di indossare mascherine o incrementando i test per cercare di rintracciare e spegnere nei tempi più rapidi possibili eventuali nuovi focolai.

In Italia dal 4 maggio, con la riapertura delle attività manifatturiere, circa 4,4 milioni di lavoratori rientreranno al lavoro. Tutti gli altri potranno uscire di casa, oltre che per fare la spesa o per motivi di salute, anche per l’attività motoria nei parchi che riaprono e per far visita a parenti e “affetti stabili”. Mascherina obbligatoria per gli spostamenti in luoghi pubblici e mezzi di trasporto. E, con con l’accordo siglato dal commissario Domenico Arcuri con Confcommercio, Federdistribuzione e Conad e tutti i commercianti italiani associati, dal 4 maggio saranno circa 20mila i punti vendita della grande distribuzione dove le mascherine chirurgiche potranno essere acquistate a 0,50 centesimi, al netto dell’IVA. Dopo l’intesa con farmacie e parafarmacie (30mila punti vendita) e con la formalizzazione di quella raggiunta con i Tabaccai, si arriverà a 100mila punti vendita, uno ogni 600 abitanti.

La situazione dell’epidemia continua a mostrare profonde differenze. La Russia si trova ad esempio a fronteggiare un nuovo record di contagi: quasi diecimila in più in appena 24 ore. Mentre il Regno Unito, terzo Paese al mondo per numero di vittime dopo gli Stati Uniti e appena dietro l’Italia, continua a viaggiare al ritmo di circa 600 morti al giorno e non prevede per il momento alcun allentamento del lockdown. Nonostante il primo ministro, Boris Johnson, sostenga che nel Paese sia stato superato il picco dell’epidemia. Anche la vicina Irlanda ha optato per la massima prudenza con altre due settimane di restrizioni rigide e non pensa di riaprire le scuole prima di settembre.

La Germania invece, forte anche della nuova discesa dell’indice di contagio registrata nei giorni scorsi dopo che si era ipotizzata una risalita delle infezioni, prosegue con la tabella di marcia fissata per l’uscita dalle misure di contenimento. Il 20 aprile avevano riaperto i negozi e i liceali avevano iniziato le prove di maturità in alcuni Laender. Lunedì toccherà ai ragazzi di fine ciclo delle elementari e a quelli delle superiori tornare tra i banchi mentre il 6 maggio si deciderà il piano per far tornare in classe e negli asili anche i bambini più piccoli. Sempre lunedì riprenderanno a lavorare anche parrucchieri e estetisti, due delle categorie ritenute più a rischio per la distanza ravvicinata con i clienti. Con l’inizio della prossima settimana riapriranno le scuole pure in Austria, anche se per il momento solo le classi che devono affrontare l’esame di maturità. I bambini dai 6 ai 14 anni dovranno aspettare metà maggio per rivedere i loro compagni. Nella terza fase, probabilmente dal 29 maggio, torneranno sui banchi gli studenti dai 15 anni delle scuole professionali e degli istituti politecnici. Hanno già riaperto i battenti invece centri commerciali e parrucchieri, con folle di persone in fila fuori dai negozi, clienti con la mascherina a tagliarsi i capelli e barriere di plexiglas davanti al viso per proteggere gli estetisti.

Il 4 maggio è una data cruciale anche per altri Paesi: la Grecia, l’Islanda, l’Ungheria, il Portogallo, la Slovenia e il principato di Monaco in varia misura si preparano ad allentare le restrizioni imposte ai rispettivi cittadini nelle scorse settimane. In Francia, dove lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 24 luglio, lunedì il premier Edouard Philippe presenterà la sua strategia per la ripresa davanti al Senato, chiamato a votare il piano. I francesi prevedono di far tornare i loro alunni sui banchi di scuola a partire dall’11 maggio, anche se tra mille dubbi e polemiche.

Intanto diversi Paesi europei già nel fine settimana hanno proseguito con le graduali riaperture avviate nei giorni scorsi. Per gli spagnoli è stato il primo giorno di passeggiate, jogging e giri in bicicletta dopo 48 giorni di reclusione forzata nelle loro case. La scorsa settimana erano stati ‘liberati’ per primi i bambini, con la possibilità di uscite da un’ora a massimo un chilometro da casa. Da lunedì potranno aprire ristoranti e caffè non solo per fare le consegne a domicilio ma anche per consentire il ritiro di ordinazioni in sede. E sarà obbligatorio indossare le mascherine protettive sui mezzi pubblici. Tutte scene e situazioni che – coronavirus permettendo – nelle prossime settimane potrebbero diventare la nuova normalità in tutto il Vecchio Continente.