Migranti al confine tra Bosnia e Croazia, la nuova rotta dei Balcani

Sarajevo/Zagabria – E’ alta la tensione al confine fra Bosnia-Erzegovina e Croazia, dove centinaia di persone che premevano per entrare in territorio croato in questi giorni si sono scontrate con le forze di polizia di entrambi i Paesi. Scandendo ‘Open border, Open border’, i migranti hanno sfondato un primo cordone di agenti bosniaci al valico di Maljevac, non lontano da Velika Kladusa (nord-ovest della Bosnia), ma sono stati respinti da una seconda barriera di poliziotti. Negli scontri alcuni migranti sono rimasti feriti e il valico è rimasto a lungo chiuso al traffico. La polizia di frontiera croata ha deciso di alzare una barriera lungo la linea di confine per prevenire ulteriori tentativi di sfondamento e ingresso illegale nel Paese. Gli agenti croati – appoggiati da elicotteri che hanno sorvolato l’intera zona di confine – hanno poi fatto uso di gas lacrimogeni in risposta a un fitto lancio di pietre e altri oggetti da parte dei migranti bloccati a poche decine di metri nella ‘terra di nessuno’. Almeno due agenti croati hanno riportato ferite non gravi. Intanto poco più a sud, all’altro valico di frontiera presso Bihac, si è sbloccata la situazione di un centinaio di migranti bloccati per ore su un treno giunto la notte di mercoledì da Sarajevo. La polizia bosniaca ha impedito loro di scendere per non consentire che si dirigessero anch’essi verso il valico di frontiera con la Croazia. Dopo momenti di alta tensione, è stato deciso di far scendere dal treno i migranti e di trasferirli su due autobus, che li hanno ricondotti nella capitale bosniaca. L’operazione, scortata da ingenti forze di polizia, si è svolta nella calma e senza incidenti.

Altri migranti, pagando anche loro regolarmente il biglietto, sono partiti in treno da Sarajevo diretti sempre a Bihac dove la situazione è relativamente tranquilla. Resta elevata invece la tensione al valico presso Velika Kladusa, dove le centinaia di migranti non intendono ritirarsi e hanno deciso di trascorrere la notte all’aperto, accampati in tende e rifugi di fortuna. Una situazione che ricorda, seppur in proporzioni ridotte, quella di alcuni anni fa al confine fra Serbia e Ungheria, all’apice della crisi migratoria lungo la rotta balcanica.

Nel frattempo, in Bosnia-Erzegovina un gruppo di migranti ospitato finora nell’ex collegio studentesco di Bihac, nel nordovest del Paese al confine con la Croazia, è stato trasferito in un nuovo, provvisorio centro d’accoglienza, ricavato in una ex fabbrica di frigoriferi della stessa città. E’ previsto che vi saranno sistemati altre 300 persone, soprattutto donne, bambini e anziani.

La presidente croata Kolinda Grabar-Kitarovic ha incontrato a Zagabria il ministro dell’interno Davor Bozinovic con il quale ha esaminato la situazione di tensione alla frontiera. Il ministro ha rassicurato il pieno controllo da parte delle forze di polizia, pronte a intervenire per impedire atti di violenza e tentativi di ingresso illegale in Croazia.