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Novavax, tecnologia antica per il nuovo vaccino approvato dall’Ema

Roma - Una nuova arma si aggiunge all'arsenale dell'Europa per la lotta al virus SarsCoV2: è il vaccino anti-Covid Novavax, che ha ottenuto oggi il via libera dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema). Il quinto ad oggi approvato, e potrebbe avere un effetto 'persuasivo' su coloro che sono ancora scettici rispetto all'immunizzazione, dal momento che utilizza una tecnica tradizionale trentennale. Intanto, le aziende del farmaco premono l'acceleratore per la messa a punto di vaccini specificamente tarati contro la variante Omicron, a partire da Moderna che annuncia l'avvio dei test clinici sull'uomo dall'inizio del 2022.

Dopo una riunione straordinaria, l'Ema ha dato dunque l'ok all'immissione in commercio condizionata nell'Ue del vaccino Nuvaxovid, prodotto da Novavax. A ruota è giunto il via libera della Commissione europea. Si tratta di un vaccino americano a base proteica contenente particelle ottenute da una versione di laboratorio della proteina Spike del virus insieme a una sostanza adiuvante. Una volta iniettato il vaccino, il sistema immunitario riconoscerà le particelle proteiche come estranee e risponderà producendo gli anticorpi. È una tecnica trentennale già utilizzata per altri vaccini e, per questo, il nuovo immunizzante potrebbe tranquillizzare coloro che nutrono timori rispetto invece ai nuovi vaccini genici a Rna messaggero (mRna). Il protocollo del nuovo vaccino prevede la somministrazione di due dosi a distanza di 21 giorni, l'immunizzante resta stabile tra i due e gli otto gradi. Quando viene inoculato, il sistema immunitario si attiva e legge le particelle proteiche come estranee: a questo punto comincia a produrre difese naturali attivando anticorpi e linfociti T e B. Due gli studi su Novavax esaminati da Ema: il primo, condotto in Messico e negli Stati Uniti, ha riscontrato una riduzione del 90,4% del numero di casi sintomatici di Covid-19 da 7 giorni dopo la seconda dose. Anche il secondo studio, condotto nel Regno Unito, ha mostrato una riduzione simile del numero di casi sintomatici, con l'efficacia del vaccino all'89,7%. Presi insieme, afferma Ema, "i risultati dei due studi mostrano un'efficacia del vaccino Nuvaxovid di circa il 90%". Tuttavia, precisa l'Agenzia, il ceppo originale e alcune varianti preoccupanti come Alpha e Beta erano i ceppi virali più comuni in circolazione quando gli studi erano in corso e attualmente sono quindi disponibili dati limitati sull'efficacia di questo vaccino contro altre varianti, inclusa Omicron.

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È il "quinto vaccino sicuro ed efficace del nostro portafogli, che offre una protezione aggiuntiva ai cittadini europei contro la pandemia. Possa questa autorizzazione offrire un forte incoraggiamento a tutti coloro che non sono ancora stati vaccinati che ora è il momento di farlo", ha commentato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sottolinenado che "in un momento in cui Omicron si sta rapidamente diffondendo, è necessario intensificare la vaccinazione e la somministrazione di richiami".

Quanto alle forniture, le prime dosi dovrebbero arrivare nei primi mesi del 2022 e per il primo trimestre gli Stati membri hanno ordinato circa 27 milioni di dosi. Novavax sarà in grado di consegnare fino a 100 mln di vaccini nell'Ue a partire dal primo trimestre del 2022 ed il contratto firmato consente poi agli Stati membri di acquistare altri 100 mln di dosi nel 2022-23. Notizie incoraggianti arrivano anche dall'azienda Moderna che ha annunciato che la sperimentazione clinica del suo vaccino specifico contro la Omicron comincerà all'inizio del 2022.

Resi noti anche i dati preliminari sull'efficacia anti-Omicron della dose booster del vaccino Moderna: nel dosaggio da 50 µg (microgrammi) attualmente autorizzato ha aumentato i livelli di anticorpi neutralizzanti contro la Omicron di circa 37 volte rispetto ai livelli pre-boost, e ad una dose di 100 µg ha aumentato i livelli di anticorpi neutralizzanti di circa 83 volte. Intanto si è svolta oggi l'indagine rapida flash survey del ministero della Salute-Iss per la rilevazione delle varianti del virus, inclusa Omicron, sul territorio nazionale. L'indagine ha considerato i campioni dai casi Covid notificati nella giornata del 20 dicembre. Come per le altre flash survey, sono state considerate 4 macroaree (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole) con diversa ampiezza campionaria, per un totale di 1713 campioni. Le Regioni dovranno inviare i dati entro il 29/12, ma dati preliminari saranno disponibili, secondo quanto si apprende, per la cabina di regia prevista per il 23 dicembre.