Open Arms: la svolta dopo 19 giorni. Ue e Italia coordinano la redistribuzione

Roma – C’ha pensato la magistratura a sbloccare il caso Open Arms. Dopo 19 giorni vissuti in condizioni disastrose sul ponte della nave spagnola, ferma a 800 metri dalla costa di Cala Francese a Lampedusa, tutti i naufraghi sono sbarcati sulla terraferma. A stabilirlo è stato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, lo stesso pm che aveva sbloccato il “caso Diciotti”. Rientrato dalle ferie, il pm ha preso in mano l’inchiesta, coordinata fino a quel momento dal sostituto Salvatore Vella, e si è subito precipitato a Lampedusa con un elicottero e uno staff medico al seguito. “La situazione è esplosiva, devo riportare la calma e fare in modo che nessuno si faccia male, l’impegno e l’attenzione sono massimi per l’incolumità delle persone”, aveva detto il pm prima di prendere il volo per l’isola. Un’ora d’ispezione sulla nave della Ong è bastata al magistrato per assumere la decisione tanto attesa dai migranti. E così, a conclusione di un vertice nella Capitaneria di porto, Patronaggio ha disposto il sequestro preventivo della Open Arms, che dovrebbe poi essere portata a Licata, e l’evacuazione immediata dei profughi. Secondo quanto, si è appreso, oltre all’inchiesta per sequestro di persona avviata nei giorni scorsi sulla base di esposti della ong spagnola, i magistrati hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d’ufficio. Il reato, previsto dall’articolo 328 del codice penale, punisce “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. E così il sequestro è stato disposto “per evitare che il reato sia portato a ulteriori conseguenze”. I magistrati ora stanno ricostruendo la catena di comando per risalire a chi ha impedito lo sbarco dei profughi.

“Abbiamo ricevuto la richiesta di coordinamento da parte dell’Italia per il ricollocamento” dei migranti salvati dalla Open Arms, ha annunciato la portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud. I migranti saranno ora ridistribuiti tra Germania, Francia, Portogallo, Spagna, e Lussemburgo. Proseguono invece i contatti per trovare una soluzione per la distribuzione delle persone salvate dalla Ocean Viking.

La svolta è arrivata un’ora dopo che dalla base di Rota, a Cadice, era partita la nave militare, inviata dal governo spagnolo di Sanchez, che in tre giorni di navigazione sarebbe arrivata a Lampedusa per recuperare i naufraghi e portarli a Maiorca. In capitaneria Patronaggio ha sentito il fondatore e il presidente di Open Arms, Oscar Camps e Riccardo Gatti, che all’uscita si sono precipitati sulla nave per dare la notizia. E’ stato l’epilogo di una giornata drammatica. Diciassette naufraghi, in quattro diversi momenti, si sono tuffati dalla nave tentando di raggiungere a nuoto la riva e senza l’intervento della guardia costiera sarebbero probabilmente annegati per le onde alte e il mare agitato. Tutti sono stati recuperati e portati dai guardacoste sul molo di Lampedusa e poi nell’hotspot; alcuni di loro prima sono stati visitati nel poliambulatorio per accertamenti e poi dimessi. In nottata erano sbarcati per motivi di salute dalla Open Arms altri nove naufraghi, tra cui tre donne, una delle quali aveva accompagnato il marito.