Proposta Italia all’Ue: centri di protezione nei Paesi d’origine. Domenica il vertice.

Bruxelles – Centri di protezione europei nei Paesi di origine e transito per la valutazione del diritto di asilo; incremento dei rapporti con i Paesi terzi per fermare i “traffici di morte”; rafforzamento delle frontiere: sono questi, a quanto apprende l’ANSA da fonti del governo, alcuni dei principali punti della proposta italiana sull’immigrazione che il premier Giuseppe Conte porterà domenica al vertice informale dei leader Ue a Bruxelles domenica 24 giugno. “Al centro della discussione sull’immigrazione ci sarà la proposta italiana e se ne discuterà insieme alle proposte di altri Paesi. L’incontro non si concluderà con un testo scritto, ma solo con un summary sulle questioni affrontate e sulle quali continueremo a discutere al consiglio europeo della prossima settimana”, ha scritto in un post su Facebook il premier.

“La situazione è diversa, ma i profughi che oggi scappano dalla Siria e dalle altre guerre hanno lo stesso sentimento di paura di chi scappava dalla Germania Est verso l’Ovest”, è la posizione della cancelliera tedesca Angela Merkel. “Cinque milioni di profughi sono stati accolti in Germania in questo periodo. La migrazione e l’integrazione sono sfide del nostro tempo e noi abbiamo bisogno di una risposta costruttiva, umana e europea”, bloccando allo stesso tempo gli scafisti e il traffico di esseri umani, ha aggiunto la cancelliera.

A meno di due giorni dall’appuntamento, a margine di un incontro a Budapest dei paesi dell’Est Europa con l’Austria, il premier ungherese, Viktor Orban, ha riferito che c’è accordo fra i paesi Visegrad e Vienna sul fatto che “l’Europa deve essere in grado di proteggere le sue frontiere e deve poter garantire sicurezza ai suoi cittadini”. “Speriamo che dopo il semestre di presidenza austriaca l’Europa sia più forte, una comunità più equa di quello che è oggi. E che la Ue sia più sicura, queste sono le speranze che abbiamo in comune”, ha affermato Orban.

IL VERTICEConvocato a Bruxelles dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker,  la riunione di lavoro informale arriva per affrontare nuovamente i temi della migrazione e dell’asilo. A quanto si apprende finora, al vertice saranno presenti i leader di Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Malta, Bulgaria, Austria, Belgio e Olanda, più i rappresentanti delle istituzioni Ue. Altri Paesi potrebbero però unirsi nelle prossime ore.

“Le misure unilaterali non sono la risposta” alla migrazione, “perché non solo non funzionerebbero, ma danneggerebbero quanto realizzato dall’Ue in questi anni, soprattutto il sistema Schengen. Solo una soluzione europea è la risposta”, ha detto a Bruxelles in conferenza stampa il commissario europeo alla Migrazione, Dimitris Avramopoulos. “Sono contrario a una Guantanamo bay per i migranti. Questo è contrario ai nostri valori, ed è fuori discussione. La nostra proposta” sugli schemi regionali di sbarco per i migranti salvati in mare nei Paesi terzi “non ha niente a che fare con questo. Diritti umani e convenzione di Ginevra sono la guida” della nostra proposta, ha sottolineato il commissario. L’Italia ha fatto un grande lavoro sul fronte migratorio ed “ha ragione a chiedere un cambiamento. Il diritto internazionale non è chiaro. E ci si biasima gli uni con gli altri. Questo non è giusto”, ha proseguito Avramopoulos parlando degli schemi regionali per gli sbarchi, proposta a cui la Commissione Ue sta lavorando. “Condividiamo la preoccupazione dell’Italia” sulla proposta che riguarda i movimenti secondari dei migranti, “la bozza della dichiarazione di domenica sarà riequilibrata prima del vertice, si tratta solo di una bozza per la discussione”, ha precisato una portavoce della Commissione europea a margine della conferenza stampa di Avramopoulos, sottolineando che i leader di Grecia e Malta condividono le stesse preoccupazioni.  Gli arrivi, precisa Avramopoulos, sono in calo e questo “è un segnale positivo relativo al nostro impegno”. Per il Commissario Ue la gestione della crisi migranti sta mettendo a rischio il progetto europeo. Pensavamo che a metterlo a rischio “sarebbe stata la crisi economica, invece è la gestione dei flussi migratori e su questo argomento molti movimenti populisti in Europa hanno investito, per garantirsi la loro esistenza in futuro, ma questo approccio miope non ci porta a niente. Non dobbiamo permettere all’Europa di retrocedere”, ha affermato Avramopoulos, sottolineando che “l’incontro di domenica è molto importante”. E “tutti quelli che vi partecipano si sono presi la responsabilità di salvaguardare il progetto europeo”.

LA PROPOSTA DELL’UE –  Finanziamenti in Africa per risolvere il problema della migrazione alla radice, ma anche maggiore incisività nella protezione delle frontiere esterne. Sono gli obiettivi messi sul tavolo dei leader Ue da Bruxelles per trovare un accordo capace di affrontare la crisi migratoria. “L’Ue metterà 145 milioni aggiuntivi al Fondo fiduciario per l’Africa, ma gli Stati membri devono essere seri su questo, e devono offrire almeno 500 milioni il più presto possibile”, al Fondo “mancano 1,2 miliardi. Si tratta di un problema serio, soprattutto per quanto riguarda la finestra per l’Africa del Nord”, che finanzia i progetti sulla Libia, ha spiegato il commissario. “Abbiamo iniziato a colmare le lacune del nostro sistema di asilo europeo”, ma “la voce che chiede frontiere esterne più forti e più sicure è sempre più forte, io sono d’accordo con questa richiesta”, ha detto il commissario, che insiste per dare “maggiore forza” alle agenzie Ue, a condizione che “gli Stati membri colmino le lacune operative che ci sono”. A cominciare dal personale e dall’equipaggiamento per Frontex. “Annunceremo a breve una normativa per trasformare Frontex in una vera e propria polizia di frontiera dell’Ue, che avrà un mandato più forte e potrà inviare autonomamente le proprie guardie”, ha riferito Avramopoulos. A livello di organico, la proposta Ue prevede 10.000 guardie di frontiera in Italia, Grecia, Spagna e Bulgaria (un dispiegamento di forze oltre 7 volte superiore a quello attuale), affiancate da una riserva di altre 1500 guardie pronte a intervenire su richiesta di un Paese. Una trasformazione è prevista inoltre anche per l’Agenzia europea di sostegno all’asilo (Easo). “Ammetto che sul regolamento relativo alle procedure d’asilo c’è ancora molto da fare, ma sono stati fatti buoni progressi”, ha evidenziato Avramopoulos. La proposta è di mutare l’Easo in “una vera e propria autorità europea preposta all’asilo”, “in grado di fare valutazioni alle frontiere europee, aiutando le autorità nazionali ad identificare più rapidamente chi ha diritto all’asilo e chi deve tornare in patria”.