Spese per la difesa, 21 Paesi Nato lontani dal target 2% del pil

Bruxelles – Alla vigilia del vertice Nato di Bruxelles – in corso oggi -, Donald Trump è tornato a battere cassa presso gli alleati della Nato. ”Gli Stati Uniti – ricorda in un tweet il presidente Usa – spendono più di qualsiasi altro Paese. Questo non è giusto e non è accettabile. Anche se questi Paesi hanno aumentato il loro contributo” all’Alleanza “da quando ho assunto l’incarico, devono fare di più”. A essere sul banco degli imputati, secondo la visione della Casa Bianca, è soprattutto, ma non solo, la ricca Germania. Dove è vero che le spese per la difesa sono cresciute in questi ultimi anni – e arriveranno all’1,5% del Pil nel 2024 – ma non raggiungeranno l’obiettivo del 2% entro dieci anni che i Paesi della Nato si erano dati nel 2014.  Il traguardo è ancora lontano per 21 Paesi. Secondo i dati di oggi dell’Alleanza, solo 3 Paesi europei hanno centrato l’obiettivo (Grecia, Estonia e Gran Bretagna), 4 si sono avvicinati (Lettonia, Polonia, Lituania e Romania), mentre per gli altri 21 (Canada compreso) c’è ancora molto da fare. L’Italia, con l’1,15% del pil investito nella difesa, è relegata nelle retrovie della spesa Ue. La tendenza dei partner europei dal 2015 a oggi, tuttavia, è positiva: il budget investito nella difesa in termini di Pil è cresciuto costantemente e nel 2018 toccherà l’1,5%.

A fare da ‘salvadanaio’ della Nato in termini di Pil si confermano gli Usa, con il 3,5%. I Paesi dell’Est e Baltici sono i migliori della classe, grazie a politiche nazionali orientate al rafforzamento delle forze armate. La Germania, accusata da Trump di poco impegno nel settore militare, nel 2017 ha invece registrato una spesa in aumento pari all’1,24% del pil. Anche la Francia è in crescita con l’1,81%. Tre i paesi europei che spendono meno dell’1% del Pil: Spagna, Belgio e Lussemburgo.

Quello delle spese militari, cavallo di battaglia di Trump fin dalla sua campagna elettorale, è senza dubbio il tema più scottante sul tavolo del summit chiamato anche a dare una nuova prospettiva al ruolo dell’Alleanza. Una riunione a cui i leader degli altri grandi Paesi arrivano avendo ancora in mente il voltafaccia improvviso del tycoon americano al G7 canadese. E’ quindi prevedibile che ci sarà un’azione congiunta per cercare di evitare che a Bruxelles si ripeta una scena simile. Ma secondo le previsioni della vigilia, il risultato di questo sforzo, che sarà condotto in primo luogo dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla cancelliera Angela Merkel, è tutt’altro che scontato.  “Tutti gli alleati della Nato hanno smesso di tagliare e hanno aumentato la spesa”; “è il quarto anno consecutivo” che le cifre crescono. Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg alla vigilia del vertice a Bruxelles.