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Dai lockdown ai green pass, così l’Europa richiude

Roma - Dal lockdown per i non vaccinati al green pass rafforzato, l'Europa epicentro mondiale della pandemia accelera sulle restrizioni per non farsi definitivamente travolgere dall'inverno del virus. Misure rivolte soprattutto a chi insiste nel rifiuto dell'immunizzazione, mentre a Bruxelles si studia un aggiornamento delle regole sugli spostamenti interni all'Ue alla luce delle terze dosi.

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Ecco le norme Paese per Paese:

  • ITALIA - Nelle previsioni Covid pubblicate dall'Agenzia europea per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc), l'Italia rientra tra i Paesi con trend in crescita per ricoveri ospedalieri, ammissioni nelle terapie intensive, e decessi. Si legge in un rapporto dell'Ecdc, e relativo alla settimana 45 (terminata con domenica 14 novembre), per i 30 Paesi Ue/See, in cui figura un livello di allerta complessivo per i contagi "molto alto" (8,3 su 10), con stime in crescita per una ventina di Paesi, tra cui l'Italia. Per l'Italia (tra il 21-27 novembre) sono stimati 69.434 nuovi casi, 2.224 nuove ospedalizzazioni, e 500 nuovi morti.
  • AUSTRIA. E' il primo Stato in Europa a introdurre l'obbligo vaccinale per tutti, a partire dal primo febbraio. Vienna è stata anche la prima in Europa a imporre il lockdown per i no vax, che da lunedì sarà esteso a tutti per almeno 10 giorni. Ai turisti stranieri è richiesto il green pass, ma non sono validi i tamponi rapidi.
  • BELGIO. Il nuovo giro di vite, al via dal 20 novembre, prevede il telelavoro obbligatorio per quattro giorni a settimana (fino al 13 dicembre). La mascherina dovrà essere indossata negli spazi chiusi a partire dai 10 anni, e per accedere ai locali, come ad esempio i ristoranti, sarà osservata la modalità del Covid safe ticket plus, ovvero la combinazione del green pass e l'obbligo della mascherina negli spostamenti all'interno del locale. Per l'ingresso nelle discoteche il green pass dovrà essere associato ad un test Covid, o in alternativa, per ballare sarà necessario indossare la mascherina. E l'obbligo di indossare la mascherina torna anche all'esterno, in occasione di eventi dove è prevista una concentrazione di persone, come i mercatini di Natale.
  • OLANDA. Il premier olandese Mark Rutte ha annunciato un lockdown parziale di tre settimane a partire dal 13 novembre. Tra le misure messe in campo la chiusura di bar e ristoranti alle 20 e dei negozi di beni non essenziali alle 18. Via anche i tifosi dagli stadi. Ampliata la gamma di luoghi in cui è necessario mostrare il green pass. Le restrizioni si applicano almeno fino al prossimo 4 dicembre. Tra le misure anche la forte raccomandazione allo smart working - da evitare solo se indispensabile - e al ricevere a casa massimo quattro persone. Nei luoghi di lavoro è tornato il distanziamento sociale obbligatorio di 5 metri. Salvi - ma con restrizioni sulla capienza - cinema e teatri. L'asporto è consentito e non è previsto il coprifuoco.
  • GERMANIA. Diventato il grande malato d'Europa, con contagi a livelli record (sulla soglia dei 60mila), ha annunciato regole più rigide in base alla situazione nei vari Lander. L'ultima stretta in Baviera, dove sono stati cancellati i mercatini di Natale e ci sarà un lockdown nelle aree più a rischio (quelle con un'incidenza di oltre mille casi per 100mila abitanti), mentre il green pass si ottiene solo con la formula del 2G ('geimpft' e 'genesen', cioè immunizzati e guariti): un lockdown di fatto per i no vax, secondo le autorità. Per gli eventi di massa sportivi e culturali è previsto poi il 2G plus, cioè il tampone per tutti. Per i turisti in arrivo da Paesi a rischio c'è una quarantena di 10 giorni, ridotta a 5 con un tampone negativo.
  • FRANCIA. Con i casi raddoppiati rispetto a una settimana fa (oltre 20 mila), Parigi valuta nuove restrizioni. Intanto resta il certificato verde, che non viene però richiesto sui luoghi di lavoro, mentre per i turisti la tempistica dei tamponi obbligatori dipende dal livello di rischio dei Paesi d'origine.
  • GRAN BRETAGNA. Londra ha puntato tutto sull'immunizzazione di massa con il booster, evitando di reintrodurre misure restrittive anche dopo i picchi di contagi delle scorse settimane. E continua a non essere obbligatorio l'uso della mascherina anche nei locali al chiuso.
  • SPAGNA. E' uno dei Paesi meno colpiti dalla nuova ondata, nonostante l'assenza di obbligo di green pass, grazie a un tasso di vaccinazione record, con una copertura pressoché totale tra gli over 70. Oltre al certificato verde europeo, i turisti devono presentare un modulo governativo di sorveglianza sanitaria.
  • GRECIA. Da lunedì arriva una stretta sui no vax. Chi non è immunizzato già non poteva andare al ristorante, ora non gli sarà più permesso l'accesso agli altri "luoghi chiusi", tra cui cinema, teatri, musei e palestre. Per scongiurare nuove "morti evitabili", Atene ha inoltre stabilito di ridurre la durata del green pass a 7 mesi per gli over 60 come incentivo ad affrettare la terza dose.
  • SLOVACCHIA. L'esecutivo ha annunciato un lockdown per i no vax sul modello austriaco - applicato anche dalla vicina Repubblica Ceca - e impone una quarantena ai turisti non vaccinati come la Germania.