Fondi Ue: le nuove iniziative di Bruxelles per controllare la spesa

BRUXELLES – Dal rinnovo del Parco archeologico di Sibari, in Calabria, allo sviluppo locale nell’area siciliana delle Madonie. Passando per la nuova metropolitana leggera di Cagliari, in Sardegna. I cittadini stanno diventando un ingrediente indispensabile per assicurare l’uso trasparente dei fondi Ue e rafforzare la democrazia in Europa. Su impulso della Commissione Ue, il Sud Italia sta sperimentando nuove iniziative pilota capaci di diventare esempi per tutta l’Unione. La ricetta è quella dei ‘Patti d’integrità’, nati nel 2015 con l’intento di rendere la società civile non solo un semplice beneficiario delle opere realizzate, ma attore fondamentali nel controllo della qualità delle procedure.
Il Patto è un contratto fra una stazione appaltante e gli operatori che vogliono partecipare al bando, nel quale le parti si impegnano a sostenere e condividere principi di trasparenza, correttezza e lealtà. Ogni iniziativa include anche un’organizzazione della società civile che ha il compito di controllare che le parti rispettino gli impegni.

In Italia esistono quattro Patti e a seguirli come enti indipendenti di monitoraggio sono Transparency International Italia (per la nuova metropolitana leggera di Cagliari e l’assistenza tecnica a Regione Lombardia), ActionAid (per l’ampliamento e il rinnovo del Parco archeologico di Sibari, Cosenza), e l’agenzia torinese per la sicurezza e la vivibilità urbana Amapola (per un progetto di sviluppo locale che coinvolge 21 municipi dell’area delle Madonie, Palermo). Da questi è nato un ulteriore progetto a Messina e Palermo chiamato ‘Libellula’, di cui si è fatto promotore la no-profit Parliament Watch Italia.

Le iniziative sono state messe in mostra a Bruxelles nelle scorse settimane, durante una conferenza internazionale sulla governance della politica di coesione. Buone pratiche su cui l’Ue intende puntare per replicare modelli simili in tutta Europa. Per questo la Commissione ha lanciato due nuove azioni pilota: la prima mette a disposizione delle autorità di gestione dei fondi Ue l’assistenza degli esperti Ocse per coinvolgere i cittadini e promuovere la trasparenza. La seconda, invece, prevede uno stanziamento di 250mila euro per sostenere nuovi progetti di cittadinanza attiva a livello locale.