Il Wto ha autorizzato l’Ue a imporre dazi per 4 miliardi di dollari sulle merci Usa

Roma – L’Unione europea può imporre dazi su 4 miliardi di dollari di merci statunitensi per gli aiuti concessi al costruttore di aerei Boeing . La decisione è stata presa dall’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) con una sentenza che potrebbe spianare la strada a una soluzione negoziata del contenzioso legale tra Usa e Ue sugli aiuti ai rispettivi costruttori aerei Boeing e Airbus che si trascina da 16 anni. E la prima reazione arrivata da Washington è quella che punta assicura la volontà degli Stati Uniti di intensificare i negoziati con l’Unione europea per arrivare a realizzare una giusta concorrenza.

Nell’atteso rapporto sul dossier, l’Organizzazione mondiale per il commercio riconosce all’Ue il diritto di imporre dazi e stabilisce che gli “effetti sfavorevoli” legati agli aiuti Usa al costruttore di aerei americano ammontano a quasi 4 miliardi di dollari e che Bruxelles non può quindi chiedere contromisure che superano questo importo. Una sentenza che segue quella dello scorso anno quando il Wto concesse agli Stati Uniti di imporre dazi su 7,5 miliardi di dollari di merci Ue in risposta agli aiuti di Stato forniti ad Airbus.

La disputa Ue-Usa sui sussidi ad Airbus e Boeing, iniziata nel 2004, ha assunto negli anni toni molto accesi e ora, dopo la sentenza del Wto, rischia di inasprire le tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico proprio quando manca meno di un mese alle elezioni presidenziali Usa del 3 novembre. Da Bruxelles, ad aprire spiragli di dialogo è stato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis. “L’Ue si impegnerà immediatamente di nuovo con gli Stati Uniti in modo positivo e costruttivo per decidere i prossimi passi – ha dichiarato Dombrovskis in un tweet -. La nostra forte preferenza è per una soluzione negoziata. Altrimenti, saremo costretti a difendere i nostri interessi e rispondere in modo proporzionato”. Anche Airbus ha immediatamente commentato la decisione rilasciando un un comunicato in cui si dice pronta a sostenere il negoziato per giungere a una equa risoluzione.