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In Ucraina sono in arrivo generatori elettrici da tutta l’Ue

Bruxelles - Prosegue implacabile la campagna militare russa per stroncare la resistenza ucraina lasciando al buio e al freddo milioni di persone. La scorsa settimana un'ennesima pioggia di raid, con oltre 70 missili da crociera, si è abbattuta sulle infrastrutture energetiche in varie parti del Paese, e tre centrali nucleari sono state scollegate alla rete. A Kiev ci sono stati almeno quattro morti e sono saltate la fornitura d'acqua e parte della rete elettrica. A Leopoli è scattato un blackout generale, e le interruzioni di corrente sono state registrate fino alla Moldavia, diversi quartieri al buio a Kharkiv. "Il nostro sistema elettrico sta per collassare perché il ritmo della distruzione supera quello della ricostruzione", ha affermato il capo di gabinetto Andriy Yermak in videocollegamento con l'Europarlamento.

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Il Parlamento europeo, insieme alla rete Eurocities, guidata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, ha deciso di unire gli sforzi per raccogliere i fondi per comprare generatori elettrici da consegnare in Ucraina per aiutare la popolazione. Un'iniziativa che prende il nome di 'Generatori di Speranza'. "Dieci milioni di ucraini sono oggi senza elettricità è ora di attivarsi per aiutarli", ha spiegato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. "Siamo al fianco dei cittadini ucraini e doneremo generatori da tutta Europa per alimentare le loro case e illuminare la notte. Insieme attraverseremo l'oscurità causata dalle bombe del Cremlino", ha evidenziato Metsola a più riprese, indicando che la campagna "è in pieno svolgimento". L'iniziativa fa appello alle città europee a unirsi per aiutare gli ucraini a superare l'inverno, donando loro generatori di corrente e trasformatori per contribuire a mantenere in funzione le strutture essenziali del Paese, fornendo energia a ospedali, impianti di approvvigionamento idrico, centri di soccorso, rifugi e antenne telefoniche. "Quello che stiamo cercando di fare è garantire che entro pochi giorni sia possibile consegnare un gran numero di generatori, che significa che almeno ci sarà un approvvigionamento energetico di base per le città ucraine sia piccole che grandi", ha spiegato Nardella, evidenziando che l'appello è rivolto "non solo ai nostri membri, ma anche agli altri sindaci europei, per coinvolgere le persone in una campagna di solidarietà, in modo che questi generatori di elettricità possano essere inviati alle città ucraine con il sostegno delle istituzioni europee e, in primo luogo, del Parlamento europeo". "Se ogni città italiana potesse comprare un generatore, questo per noi sarebbe di grande aiuto", è stato l'appello lanciato dal sindaco di Leopoli, Andriy Sadovyy, dal palco dell'assemblea nazionale dell'Anci a Bergamo.

E le donazioni non stanno tardando ad arrivare. La Francia ha subito inviato 100 generatori in Ucraina per aiutare ad affrontare le conseguenze degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche: "Per aiutare la popolazione a resistere, la Francia sta inviando 100 potenti generatori in Ucraina, mentre la Russia vuole trasformare l'inverno in un'arma di guerra. 100 generatori francesi sono già in viaggio verso l'Ucraina. Ricordiamo che gli attacchi alle infrastrutture civili sono crimini di guerra", ha twittato la ministra degli Esteri francese, Catherine Colonna. La Germania fornirà oltre 350 generatori, ha annunciato il cancelliere Olaf Scholz al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Anche la città di Roma ha deciso di aderire e, ha annunciato il sindaco Roberto Gualtieri al Kiev Investment Forum a Bruxelles, "donerà due importanti gruppi elettrogeni a Kiev per aiutare i suoi cittadini a resistere in un momento in cui c'è una forte assenza di energia elettrica".