L’Europa di von der Leyen inizia il suo corso, la priorità è il clima

Strasburgo – Via libera a larghissima maggioranza da parte del Parlamento europeo alla nuova Commissione targata Ursula von der Leyen, che ora può finalmente insediarsi a Palazzo Berlaymont il prossimo primo dicembre. La nuova Europa, che ha come sfida “esistenziale” l’ambiente e la protezione del clima, ha potuto godere di ampio consenso a Strasburgo: le tre grandi famiglie politiche dell’Eurocamera – Popolari, Socialisti & Democratici e Liberali di Renew Europe – hanno votato in modo compatto a favore, con qualche piccola sbavatura solo tra le file dei socialisti. Un voto che ha invece spaccato la delegazione dei 5 Stelle (a luglio era stata determinante per eleggere la tedesca): dieci pentastellati hanno votato a favore, due si sono astenuti e altri due hanno detto no. Divisi anche i Conservatori, con i ‘no’ di Fratelli d’Italia e i ‘sì’ del Pis polacco. Ma anche i Verdi si sono sfilacciati, e la maggioranza del gruppo si è astenuta. Dai sovranisti di Identità e Democrazia (di cui fa parte la Lega) è invece arrivata una secca e unanime bocciatura.

Complessivamente comunque la nuova Commissione – promossa con 461 sì, 157 contrari e 89 astenuti – porta a casa un ottimo risultato, facendo meglio di quella precedente targata Juncker: nel 2014 l’esecutivo del lussemburghese ebbe 423 voti a favore, 209 contrari e 67 astenuti (su 751 eurodeputati).

Domenica 1 dicembre dunque si inizia. L’obiettivo di Ursula è puntare sull’ambiente e la protezione del clima, una “questione esistenziale per l’Europa e per tutto il mondo”. Nel discorso prima del voto di fiducia alla sua squadra, l’ex ministra della Difesa tedesca ha citato il caso di “Venezia sott’acqua”, lanciando poi un monito a “non perdere neanche un secondo”. Propositi che prenderanno forma nel pacchetto sul Green New Deal che il neo esecutivo comunitario intende mettere sul tavolo nei primi cento giorni. Spazio poi al tema dei migranti, che va trattato in modo “umano, efficace ed esaustivo”, ha avvertito von der Leyen, con ogni Stato membro chiamato a “mostrare solidarietà”. La neo presidente non vede l’ora di mettersi al lavoro, conscia del fatto di avere alle spalle “un’ampia e stabile maggioranza”, ma di poter contare allo stesso tempo anche su maggioranze trasversali a seconda dei temi che saranno affrontati di volta in volta dalla sua equipe. Una squadra composta da 27 commissari – manca quello britannico – e in cui spicca Paolo Gentiloni all’Economia, al quale la tedesca oggi non ha lesinato parole di fiducia: “Ogni Stato membro dell’Ue si è impegnato per gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. Paolo Gentiloni gestirà il raggiungimento degli obiettivi. Ne è convinto e io credo in lui”, ha assicurato la presidente. Poi è stato lo stesso ex premier italiano ad annunciare che la sua “priorità assoluta sarà la crescita”. C’è “molto da cambiare e da fare per rilanciare la crescita in Europa, per renderla più sostenibile sul piano ambientale e sul piano sociale”, ha detto Gentiloni. E ai giornalisti che gli chiedevano se la flessibilità ribadita da von der Leyen fosse sufficiente a rilanciare lo sviluppo in un Paese come l’Italia, il neo commissario all’Economia ha precisato che “la flessibilità è necessaria, fa parte delle nostre regole”, ma “certamente non è sufficiente. Una straordinaria priorità dei prossimi anni deve essere quella degli investimenti e di regole che facilitino gli investimenti, soprattutto in campo ambientale”.

Il primo atto da presidente in carica per von der Leyen sarà domenica a Bruxelles nella Casa della Storia Europea, il museo voluto dalle istituzioni Ue.

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