L’Europa pensa al ‘passaporto’ per i vaccinati per viaggiare liberamente

Roma - Entra sempre più nel vivo il dibattito sull'introduzione di un 'passaporto vaccinale' per potersi muovere liberamente in Europa. La proposta, formulata dalla Grecia, è stata accolta con favore dal presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, che ne discuterà con i capi di Stato e di governo dei 27 Stati membri giovedì prossimo in videoconferenza. L'idea di un certificato europeo per le persone vaccinate è stata lanciata dal premier greco Kyriakos Mitsotakis per ridare ossigeno al turismo. Il dibattito "è molto pertinente" perché tiene alta l'attenzione sulla campagna vaccinale, che resta "la priorità assoluta", ha sottolineato Michel, senza comunque nascondere le difficoltà. Un passaporto del genere, infatti, potrebbe essere visto come uno strumento per rendere i vaccini obbligatori, mentre molti Paesi vogliono mantenere la volontarietà, ha rilevato il leader belga. Allo stesso tempo, di fronte alla violenza della pandemia, bisognerà fare scelte "coraggiose", ha avvertito Michel.

Per il momento, la Commissione e gli Stati sono al lavoro, secondo quanto spiegato dal vicepresidente dell'Esecutivo comunitario, Maros Sefcovic, e dalla presidente di turno del Consiglio Ue, il segretario di stato portoghese agli Affari europei, Ana Paula Zacarias, su un certificato di vaccinazione Covid digitale e registrato su piattaforme interoperabili, per favorire uno scambio di dati veloce tra Paesi Ue, e facilitare l'analisi dell'Agenzia europea del farmaco.  "Stiamo già lavorando con gli Stati a linee guida per assicurare l'interoperabilità dei certificati digitali di vaccinazione. In questo momento la cosa più importante è raccogliere i dati a scopo medico, per misurare l'efficacia delle vaccinazioni", ha spiegato Sefcovic. "Solo successivamente sarà posta la questione di come questi certificati possono essere usati anche per altri fini. Ma, come chiarito da Commissione e presidenza di turno, la vaccinazione è volontaria. Per questo prenderemo tutte le precauzioni per evitare qualsiasi discriminazione o limitazione dei diritti. Queste però sono questioni che arriveranno in futuro: prima occorre mettere a punto un sistema che funzioni a scopo medico. La questione dei viaggi sarà per un momento successivo".

Al dibattito sul passaporto dei vaccini non parteciperà la Gran Bretagna, ormai fuori dall'Ue. L'isola, al contrario, in questo momento è più blindata che mai dopo lo stop ai collegamenti con Portogallo e Sudamerica, per paura della variante brasiliane, e l'imposizione di test anti-Covid per i passeggeri in arrivo dagli altri Paesi. Inoltre, tutti coloro che arrivano nel Regno potrebbero essere costretti a trascorrere un periodo di quarantena in appositi hotel, a loro spese: il governo sta valutando questa opzione.

La variante britannica del virus spaventa non solo a Londra ma tutta l'Europa. Anche l'Austria, come Germania e Olanda, ha prolungato il lockdown nazionale, fino al 7 febbraio. "Abbiamo ancora due o tre mesi difficili davanti a noi", ha avvertito il cancelliere Sebastian Kurz, che ha imposto ulteriori restrizioni: l'uso di mascherine Ffp2 nei negozi e sui mezzi pubblici e l'aumento a 2 metri del distanziamento.

La linea dura adottata dai governi serve anche a guadagnare tempo, in attesa che le campagne di vaccinazioni raggiungano numeri significativi. La Gran Bretagna ha già fornito la prima dose a 3,8 milioni di persone e l'obiettivo di Londra è coprire tutta la fascia degli adulti entro settembre. In Ue l'Italia ha fatto meglio di tutti per il momento, con oltre un milione e centomila vaccinati, davanti alla Germania. Ed ha iniziato la somministrazione del richiamo, così come la Spagna. Mentre Israele si conferma il paese più virtuoso al mondo: ha già coperto oltre il 20% della popolazione. Negli Stati Uniti, travolti da quasi 400mila morti, Joe Biden punta a 100 milioni di dosi nei suoi primi 100 giorni. Per Anthony Fauci l'obiettivo è "fattibile".