L’Europa sale sul treno della sostenibilità: il 2021 è l’anno delle ferrovie

BRUXELLES - Un anno su rotaia. Dopo lo stravolgimento della mobilità provocato dalla pandemia, il 2021 è l’Anno europeo delle ferrovie. Nel quarto trimestre del 2020 le restrizioni dovute alla seconda ondata del Covid-19 hanno provocato un crollo del numero di passeggeri nel trasporto ferroviario degli Stati membri. Secondo Eurostat, in Italia sono stati registrati quasi 145 milioni in meno. Eppure, prima della pandemia, viaggiare in treno era diventato sempre più popolare in Europa anche grazie alla sua sostenibilità in termini ambientali. E, secondo l’indagine dei giornalisti di EDJNet, nel 2019 la maggior parte delle persone si definiva “ben collegata” perché poteva raggiungere una stazione ferroviaria in modo relativamente facile. 

Nel settennato di programmazione Ue 2014-2020, la politica di coesione ha investito da sola quasi 18 miliardi nel trasporto su rotaia, che dovrebbero portare entro il 2023 a 579 chilometri di nuove linee ferroviarie e quasi 6mila chilometri di ristrutturazione e ammodernamento di quelle esistenti.

Fra i simboli dell’Anno europeo delle ferrovie, inaugurato il 29 marzo scorso, c’è il Connecting Europe Express, un convoglio speciale da sei carrozze che attraverserà l’Unione da settembre 2021 per promuovere i numerosi vantaggi del treno per i passeggeri, le merci e l'ambiente. Il progetto dovrebbe aumentare la consapevolezza dell'importanza di finanziare infrastrutture sostenibili, anche attraverso il nuovo Meccanismo per collegare l'Europa (Cef) del valore di 33,7 miliardi di euro.

Iniziative che fanno ben sperare il nostro Paese in vista dell’arrivo delle risorse del Recovery fund: la "cura del ferro" decisa dal governo è robusta, con il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, o Recovery Plan) che in generale destina oltre 60 miliardi alla mobilità, le infrastrutture e la logistica, con investimenti massicci sull'alta velocità. Nel periodo di programmazione 2014-2020, la Rete ferroviaria italiana (Rfi) è stata la maggior beneficiaria del nostro Paese della politica di coesione europea, con oltre un miliardo e 200 milioni di euro di fondi ricevuti, piazzandosi al sedicesimo posto nella classifica Ue stilata dal Parlamento europeo.

Tornando ad allargare la lente sull’intero panorama ferroviario europeo, nelle intenzioni di Bruxelles c’è anche una maggiore attenzione per i cittadini: la revisione del regolamento sui diritti dei passeggeri ferroviari approvata dal Parlamento europeo prevede per esempio itinerari alternativi in caso di ritardi o cancellazioni, migliore assistenza alle persone a mobilità ridotta, e anche più spazio per le biciclette. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al summit tedesco delle ferrovie, ha anche invitato i giovani a intraprendere una carriera nel settore. La sostenibilità potrebbe insomma essere il fattore chiave per rimettere gli europei in viaggio dopo un anno fermi a casa e scuotere l’economia.