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Il piano di emergenza Ue sul gas, con l’allerta scatta la solidarietà

Bruxelles - Un piano di emergenza per superare il prossimo inverno con un taglio del gas del 15% e la garanzia di solidarietà ai Paesi più colpiti dallo shock energetico. I ministri europei hanno concordato il pacchetto di misure Ue per fronteggiare un'improvvisa - e sempre più verosimile - chiusura dei rubinetti da parte di Vladimir Putin. Inserendo però un sistema di deroghe che per l'Italia valgono una riduzione dei consumi più esigua, del 7%.

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Ecco di seguito i target, la governance e le eccezioni previste:

  • TAGLIO CONSUMI. Il target di risparmio su base volontaria tra agosto 2022 e marzo 2023 è fissato al 15% sulla base della media ponderata dei consumi degli ultimi cinque anni (2016-2021). Tale riduzione diventa obbligatoria nel caso di una completa interruzione delle forniture e varrebbe un risparmio a livello Ue di 45 miliardi di metri cubi di gas. Ogni Paese è libero di scegliere la via più giusta per centrare l'obiettivo presentando, entro la fine di settembre, un piano nazionale ben definito. E' ammesso anche l'uso di carbone e diesel, sebbene solo temporaneamente e senza cambiare i piani di transizione verde a lungo termine.
  • GOVERNANCE. L'allerta, che renderebbe vincolante il target del 15%, può scattare su proposta della Commissione Ue, oppure se cinque Paesi membri dichiarano lo stato di emergenza nazionale. La parola passa poi alle stesse capitali, chiamate a decidere a maggioranza semplice.
  • ESENZIONI. Il sistema di deroghe al target del 15% è pensato nel caso si verifichi il rischio di una crisi di elettricità. L'unica esenzione automatica è per le isole - Irlanda, Malta e Cipro -, ma i primi due hanno già confermato che faranno il possibile per raggiungere l'obiettivo. Vi è poi un'esenzione per gli Stati che non sono interconnessi, come Spagna e Portogallo. Una terza deroga interviene per i Paesi baltici, ancora sincronizzati al sistema elettrico della Russia: se Mosca dovesse 'staccare la corrente' a Estonia, Lituania e Lettonia, i tre Paesi sarebbero costretti a usare il gas per stabilizzare la loro elettricità e non potrebbero permettersi di risparmiare sui consumi. Le deroghe possono essere richieste anche da chi, come l'Italia, sia in grado di dimostrare la propria capacità di esportazione oppure che la propria infrastruttura è utilizzata per reindirizzare il gas verso altri Stati membri. Un'altra possibilità di deroga - ed è ancora il caso di Roma - è prevista per gli Stati che hanno superato i loro obiettivi di stoccaggio. Con queste due eccezioni l'Italia dovrebbe tagliare i consumi di circa il 7%. Se tutte le deroghe fossero richieste e applicare in modo integrale, il risparmio stimato dall'Ue di 45 miliardi di metri cubi di gas scenderebbe a 30 miliardi di metri cubi. Una soglia che, assicura Bruxelles, sarebbe comunque sufficiente a superare indenni un inverno "mediamente" freddo.

 

  • SOLIDARIETÀ. Tutti i Paesi sono chiamati a preparare accordi di solidarietà il più rapidamente possibile. Il gas risparmiato sarà distribuito tra le capitali più bisognose, un assist alla Germania.