Italiani i più euroscettici, ma la moneta unica piace

Bruxelles – Alla maggioranza degli italiani piace l’Euro, ma solo il 44% voterebbe per restare nell’Unione europea qualora ci fosse un referendum sulla falsariga di quello della Brexit, la quota più bassa tra i 28. E’ la nuova fotografia scattata da Eurobarometro a 7 mesi dalle elezioni europee di maggio 2019. A venirne fuori è un quadro alquanto inedito e contraddittorio in una stagione calda dal punto di vista politico, segnata dai botta e risposta fra Roma e Bruxelles e dal braccio di ferro sulla manovra. Dal sondaggio arrivano anche indicazioni che confermano l’inversione di tendenza sulla Brexit in atto in Gran Bretagna. Oggi a votare per il ‘remain’ sarebbe il 53% dei britannici e solo il 35% si esprimerebbe in favore dell’uscita dall’Unione europea.

Quanto all’Italia, i dati diffusi oggi dicono che la grande maggioranza dei cittadini (65%) è favorevole all’Euro, con una crescita di 4 punti rispetto a marzo 2018 e con una percentuale superiore alla media Ue (61%). Un dato che contrasta con quello sull’appartenenza all’Ue: solo il 42% la ritiene positiva. Un risultato più basso tra tutti i Paesi europei dopo quello della della Repubblica ceca (39%), ma comunque in crescita di quattro punti rispetto a settembre 2017 e che conferma il trend positivo degli ultimi anni.

Le rivelazioni, condotte tra l’8 e il 26 settembre 2018 da Kantar Public in tutti e 28 gli Stati membri, hanno raccolto anche le opinioni sulle istituzioni Ue: un terzo (32%) degli europei ne ha un giudizio positivo, un quinto (21%) esprime un parere negativo e una maggioranza relativa (43%) rimane neutrale. Cresce anche la consapevolezza delle elezioni europee, con il 41% che identifica correttamente la data a maggio 2019 – un aumento di nove punti percentuale rispetto ad un’indagine analoga di sei mesi fa – e il 51% degli intervistati che si dichiara interessato alla tornata elettorale europea. Tuttavia, il 44% ancora non sa dire quando si voterà. Nell’agenda dei temi prioritari per l’imminente campagna elettorale l’immigrazione risulta essere al primo posto (50%), seguita dall’economia (47%) e dalla disoccupazione giovanile (47%), mentre la lotta al terrorismo scende al quarto posto con il 44%.

Priorità simili anche per i cittadini italiani, anche se l’immigrazione è percepita come tema chiave da ben il 71% degli intervistati. Seguono l’economia con il 62% e la disoccupazione giovanile al 59%. I sondaggi sono stati con un campione di 27.474 europei di 16 anni o più, intervistati con metodologia faccia a faccia.

“Secondo un sondaggio commissionato dal Parlamento europeo, solo il 44% degli italiani voterebbe per rimanere nell’Unione. E’ evidente a tutti che occorre rifondarla“, ha commentato il vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, annunciando che “le prossime elezioni europee daranno inizio a cambiamenti epocali per il futuro dell’Europa”. Antonio Tajani vede invece il bicchiere mezzo pieno del trend positivo, anche se “non possiamo certo cullarci sugli allori. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi – ha esortato il presidente del Pe – per dimostrare che l’Unione sa dare risposte davvero efficaci ai principali problemi degli europei, come immigrazione, sicurezza e disoccupazione”. Anche secondo la capogruppo Pd al Parlamento Ue Patrizia Toia i sondaggi indicano che l’europeismo è in crescita e “che la propaganda euroscettica di Lega e Movimento 5 Stelle contro l’Ue non ha sfondato tra gli italiani”.