Le tappe dell’Euro, dai Trattati di Roma all’Eurozona a 19 Stati

Bruxelles – Quindici anni dopo la sua entrata in circolazione ufficiale, nel 2002, l’Euro è la valuta internazionale più importante dopo il dollaro. Nell’Unione europea è adottata da 19 dei 28 Stati membri che aderiscono all’Unione economica e monetaria (Emu). Questi Paesi formano la cosiddetta Eurozona, che conta quindi in totale circa 335 milioni di abitanti. Al di fuori dei territori dell’Unione europea, l’euro è utilizzato anche in Andorra, Monaco, San Marino, Città del Vaticano, come moneta di fatto in Kosovo e Montenegro, e nei Territori francesi d’Oltremare che non sono parte dell’Ue, Saint-Barthélemy e Saint-Pierre-et-Miquelon.

Ecco le principali tappe dell’Euro:

  • 1957: nei Trattati di Roma si sottolinea l’importanza del riavvicinamento delle politiche economiche come uno dei cardini su cui basare la Comunità economica europea.
  • 1979: entra in vigore il Sistema Monetario Europeo (Sme), che stabilizza l’oscillazione dei cambi tra le valute europee, e arriva l’Ecu, la prima valuta virtuale europea utilizzata all’origine come unità di conto per il bilancio Ue e il cui valore è pari alla media ponderata delle monete che la compongono.
  • 1992: firma del Trattato di Maastricht. Definisce le tappe per la creazione dell’Unione Monetaria e indica i requisiti necessari per ogni Stato membro.
  • 1995: a Madrid viene scelto il nome Euro per la moneta unica.
  • 1998: viene istituita la Banca Centrale Europea (Bce), con sede a Francoforte. Il primo presidente è l’olandese Wim Duisenberg, che resterà in carica sino al 2003. Vengono fissati i tassi di cambio per tutte le valute dei Paesi che aderiscono all’euro: per l’Italia 1 euro vale 1.936,27 lire. Sono 11 i Paesi che per primi fanno parte della moneta unica: Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna. Nasce anche l’Eurogruppo, formato dai ministri delle finanze degli stati membri che hanno per moneta l’euro.
  • 1999: esordio dell’euro per tutte le transazioni virtuali.
  • 2001: in extremis anche la Grecia viene fatta entrare nell’euro, è così il 12esimo Paese.
  • 2002: l’euro entra ufficialmente in circolazione e le sue monete e banconote sostituiscono quelle nazionali.
  • 2003: il francese Jean-Claude Trichet viene nominato presidente della Bce. Resterà in carica sino al 2011.
  • 2007: l’euro si estende a 13 Paesi con l’ingresso della Slovenia.
  • 2008: entrano nell’euro anche Cipro e Malta, si arriva a 15 Paesi.
  • 2009: ingresso della Slovacchia nell’euro, salgono a 16 gli stati membri dell’eurozona.
  • Maggio 2010: dopo lo scoppio della crisi della Grecia causata dai conti pubblici trucciati, viene adottato un primo piano di salvataggio da 110 miliardi di euro, erogati dall’Ue e dal Fmi. Viene inoltre creato uno strumento finanziario ad hoc, il Fondo salva-stati temporaneo (Efsf), costituito dagli stati membri per elargire prestiti agevolati ai Paesi in difficoltà.
  • Novembre 2010: viene varato un piano di salvataggio anche per l’Irlanda da 85 miliardi di euro, di cui 67,5 da Efsf, Fmi e prestiti bilaterali. Ben 35 vanno per aiutare le banche in difficoltà.
  • Gennaio 2011: nonostante la crisi dell’eurozona, l’Estonia entra nell’euro. E’ il 17esimo Paese.
  • Novembre 2011: anche il Portogallo, contagiato dalla crisi, viene salvato con un piano da 78 miliardi, finanziato da Efsf e Fmi . Mario Draghi, nel pieno della crisi, succede a Trichet e assume l’incarico di presidente della Bce. Il suo mandato scade nel 2019.
  • Dicembre 2011: entra in vigore il ‘Six-Pack’, una serie di misure in risposta alla crisi per migliorare la governance economica dell’eurozona, con un maggiore controllo dei conti e delle riforme strutturali.
  • Febbraio 2012: la Grecia ha bisogno di un secondo Piano di salvataggio, che riprende il primo programma di assistenza non completato per 100 miliardi complessivi.
  • Giugno 2012: la crisi si estende alla Spagna, che richiede un programma di assistenza finanziaria da 41,4 miliardi per salvare le sue banche. Viene creato un Fondo salva-stati permanente, l’Esm, che progressivamente sostituisce l’Efsf, mentre vengono avviati i lavori per realizzare l’Unione bancaria.
  • Gennaio 2013: entra in vigore il Fiscal Compact, che introduce la regola del pareggio di bilancio.
  • Marzo 2013: la crisi affonda anche Cipro e le sue banche, che diventa il quinto Paese a chiedere un bailout Ue-Fmi. Per la prima volta sono i depositanti a pagare l’haircut.  
  • Maggio 2013: entra in vigore anche il ‘Two-Pack’, che obbliga gli stati membri a sottoporre alla Commissione Ue le leggi di bilancio prima di adottarle.
  • Gennaio 2014: la Lettonia entra nell’euro, è il Paese numero 18.
  • Gennaio 2015: con l’ingresso della Lituania, il 19esimo Paese a entrare nell’euro, viene apposto l’ultimo tassello dell’Eurozona così com’è attualmente. In otto anni, nonostante la crisi economico-finanziaria, l’area euro è passata così da 12 a 19 Paesi. Dei 28 stati membri che formano l’Unione europea, a non adottare l’euro restano Bulgaria, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Svezia, Ungheria. La Gran Bretagna e la Danimarca hanno ottenuto di restare fuori dalla moneta unica con un ‘opt-out’ nel 1992.
  • Luglio 2015: la Grecia, sull’orlo dell’uscita dall’eurozona dopo un referendum e con le casse statali ormai vuote, strappa un terzo e definitivo programma di salvataggio. Si tratta dell’ultimo bailout dell’eurozona, con cui è stata sancita la permanenza di Atene nella moneta unica e la fine della sua ‘crisi esistenziale’.
  • 2017: superata la crisi economico-finanziaria, la Commissione Ue lancia una riflessione sulla riforma dell’eurozona. Sul tavolo la trasformazione dell’Esm in un Fondo monetario europeo, la creazione di un bilancio per l’eurozona, e un ministro delle finanze che sia anche presidente dell’Eurogruppo.

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