Patto sui vaccini tra la Commissione Ue e i produttori

Bruxelles – Arrivare a un vaccino sicuro ed efficace per il Covid-19 in tempi brevi: da oggi l’Ue ha uno strumento in più per raggiungere questo obiettivo, una strategia comune per negoziare con i produttori e assicurare che il farmaco, una volta sviluppato, sia a disposizione di tutta la popolazione. Un obiettivo che la Commissione von der Leyen si è data dal 4 maggio, quando ha lanciato una campagna ‘ad hoc’ di raccolta fondi fino a ora ha raccolto oltre 9 miliardi di euro. La strategia adottata da Bruxelles prevede di arrivare a un farmaco immunizzante in un anno, un anno e mezzo (di solito ce ne vogliono dieci). Per partire, mette sul piatto 2,4 miliardi di euro per accordi di acquisto anticipati con le case farmaceutiche. E propone autorizzazioni accelerate in deroga, solo per il periodo di emergenza Covid-19, ad alcune regole della direttiva sugli Ogm per gli studi clinici.

Bruxelles negozierà con i produttori a nome dei Ventisette e a precise condizioni: farmaci già in fase di sperimentazione clinica e capacità di erogare quantità sufficienti di vaccino nel 2020 e nel 2021, capacità di consegnare velocemente su larga scala e impegno a rendere disponibile il farmaco anche nei paesi a medio e basso reddito. Nella squadra che dovrà trattare con le case farmaceutiche la prima presidente donna della Commissione Ue ha chiamato un’altra donna, l’italiana Sandra Gallina, che a Bruxelles si è fatta conoscere per le sue capacità negoziali nell’ambito di uno dei settori più complessi e delicati delle politiche europee, quello del commercio internazionale.

La strategia di Bruxelles si ispira dichiaratamente, come si legge nella nota diffusa dalla Commissione, all’ ‘Alleanza vaccinale inclusiva’ stretta tra Italia, Germania, Francia, e Paesi Bassi, che nel fine settimana ha portato alla firma di un contratto dei quattro Paesi con la società AstraZeneca per forniture future del candidato vaccino noto come Oxford. Venerdì scorso la commissaria alla salute Stella Kyriakides aveva precisato che l’Alleanza dei quattro paesi e l’Ue erano “dalla stessa parte. “Stiamo già lavorando insieme e i nostri risultati dovranno convergere per il bene dei Ventisette”.

Tracciare una linea netta tra competizione e cooperazione è diventato un obbligo in Europa dopo il caso Sanofi. In maggio il capo della multinazionale francese aveva detto che gli Usa si erano guadagnati il diritto prioritario al vaccino grazie agli aiuti elargiti per lo sviluppo e la produzione di vaccini Covid-19. Da questo punto di vista, i contratti di acquisto anticipati, che aiutano l’impresa nella fase più rischiosa dell’investimento, possono essere la svolta che mette l’Europa in pista nella corsa al vaccino. Fino ad oggi i finanziamenti erano stati piccoli ed esclusivamente per attività di ricerca.

In marzo, 80 milioni di fondi per la ricerca alla CureVac, società di Tubinga che lunedì scorso ha visto l’ingresso in partecipazione con 300 milioni di euro del ministero dell’economia di Berlino e che oggi ha ottenuto il semaforo verde per iniziare i test clinici. La settimana scorsa la Banca europea degli investimenti e l’altra impresa tedesca BioNtech hanno firmato un accordo di finanziamento da cento milioni. E il 27 giugno ci sarà una nuova tappa della raccolta fondi, stavolta con la partecipazione di artisti come Coldplay, Lady Gaga, Shakira e Miley Cyrus.