Tav, pro e contro. Il Piemonte chiede la consultazione popolare

Torino – Non è un “referendum”, quello chiesto dal presidente della Regione, Sergio Chiamparino, sulla Tav Torino-Lione, ma una “consultazione popolare” per consentire a tutti i piemontesi di esprimersi sulla nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Il governatore del Piemonte, prima di inviare la richiesta al ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha precisato la differenza evidenziando che lo statuto della Regione Piemonte prevede, oltre al referendum abrogativo e a quello consultivo, l’istituto della Consultazione popolare, che permette di interrogare settori della popolazione regionale su singoli temi.

La consultazione popolare è prevista dall’articolo 86 della carta statutaria approvata nel marzo del 2005. “La Regione – si legge – può deliberare la consultazione di particolari categorie o settori della popolazione su provvedimenti di loro interesse”. Il comma 2 dell’articolo aggiunge che “la consultazione può essere indetta anche per categorie di giovani non ancora elettori, purché abbiano compiuto i sedici anni”. In questo caso, però, il voto è riservato solo all’elettorato attivo. L’incarico di verificare se la strada della consultazione popolare era percorribile è stato affidato al presidente della Giunta regionale dall’assemblea legislativa piemontese il 26 febbraio scorso.

Chiamparino ha proposto la data del 26 maggio, per inserire la consultazione sulla Tav nell’election day delle Europee e delle Regionali. Inserirlo nella stessa data – scrive il presidente del Piemonte nella lettera a Salvini – “permetterebbe di ottenere la necessaria garanzia di regolarità e, nel contempo, di conseguire un significativo risparmio economico. Anche se la consultazione popolare potrebbe essere svolta con metodi diversi dai diversi sistemi di voto elettorale – precisa ancora Chiamparino – ritengo che un tema così delicato pretenda di essere affrontato con uno strumento di voto certo e trasparente”.