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Terrorismo: Ue vara un piano per proteggere gli spazi pubblici; Italia è un esempio

Bruxelles - Dopo la lunga lista di attentati che ha colpito l'Europa, arriva il Piano d'azione Ue per la protezione degli spazi pubblici, che prevede misure da finanziamenti aggiuntivi di 100 milioni di euro per le città in prima linea allo scambio di buone pratiche, sino a una maggiore cooperazione tra pubblico e privati. Oltre a un'ulteriore stretta all'accesso alle sostanze utilizzate per fabbricare esplosivi e al finanziamento del terrorismo, sono previste misure sulla crittografia, un piano d'azione anche contro gli attacchi chimici o nucleari, un quadro per accordi con Paesi terzi come Marocco o Turchia sullo scambio dei dati personali con Europol. Anche se non c'è una lista di misure comuni antiterrorismo dato che la situazione "varia ampiamente da posto a posto" e "non si possono mettere barriere di cemento dappertutto perché distruggerebbero la natura delle città", ci sono comunque "diverse cose che l'Ue può fare per aiutare gli Stati membri", ha sottolineato il commissario all'Unione della sicurezza Julian King.

Le nuove misure intervengono su una serie di fronti. Innanzitutto aiutare concretamente, con finanziamenti, le città europee che si trovano in prima linea a dover affrontare la minaccia degli attacchi a piazze, aree pedonali, concerti, eventi o stadi. Oltre ai 18,5 milioni a disposizione oggi per progetti transazionali, nel 2018 arriveranno 100 milioni di euro per le 'Azioni innovative urbane' per investire nella sicurezza cittadina. Secondo, favorire lo scambio di buone pratiche tra i 28 e le città e produrre per l'anno prossimo una guida. Terzo, migliorare la cooperazione sulla sicurezza tra le autorità pubbliche e i privati che gestiscono gli spazi pubblici, dalle stazioni ferroviarie alle sale da concerto. C'è anche l'aspetto delle minacce - per ora, ha sottolineato King, giudicate "basse" - di attacchi chimici, biologici o nucleari, su cui l'Ue presenta ugualmente un Piano d'azione per assicurare prevenzione e preparazione tra i vari attori coinvolti facendo capo a Europol.

Si guarda poi alle misure per rendere la vita più difficile ai terroristi: nuova stretta sull'accesso ai precursori chimici per fabbricare le bombe, sostegno tecnico per le forze dell'ordine per operare sui messaggi crittografati delle chat usati dai terroristi, eliminazione degli ostacoli per accedere ai dati sulle transazioni finanziarie dei terrorristi negli stati membri. Infine, la dimensione esterna della lotta al terrorismo: proposta di accordi di cooperazione tra Europol e Marocco, Turchia, Tunisia, Algeria, Egitto, Libano, Israele e Giordania sullo scambio dei dati personali, e una nuova intesa con il Canada sul Pnr, ovvero la registrazione e lo scambio dei dati dei passeggeri.

L'Italia, è il messaggio lanciato da King durante un'invervista all'ANSA, può essere un "esempio" nella lotta al terrorismo e nella sfida alla deradicalizzazione per l'Europa, in particolare per quanto riguarda la nuova legge sulla "sfida comune dell'affrontare la radicalizzazione". Ci sono infatti, secondo il commissario, "una serie di aree in cui sicuramente possiamo imparare da quegli stati membri che hanno avuto un'esperienza storica nell'avere a che fare o direttamente con il terrorismo o con organizzazioni criminali molto serie le cui azioni sfociano nella violenza". L'Italia rientra quindi in entrambe le categorie, con il terrorismo negli anni Settanta-Ottanta e la lotta alla mafia.

"La voce" di questi Paesi come l'Italia, ma anche la Spagna o la Gran Bretagna, "in questo dibattito è molto importante", per questo, ha invitato King, "li incoraggio a condividere la loro esperienza, anche se si tratta" rispetto a oggi con l'Isis "di un tipo di terrore o di organizzazione criminale completamente diverso". In particolare "è molto importante" l'esperienza maturata nel "lavorare in modo coordinato tra i diversi organismi delle forze dell'ordine". In Italia inoltre, ha sottolineato il commissario Ue, c'è "un dibattito molto interessante e avanzato sull'affrontare la radicalizzazione, di cui la proposta di legge sulla deradicalizzazione ne è l'ultima manifestazione". L'aspetto innovativo della legislazione italiana, spiega King, è che questa evidenzia la "necessità di formare un ampio corpo di diversi settori coinvolti" e "in modo integrato", quindi non solo le forze dell'ordine ma anche scuole, carceri e così via.

Una delle sfide maggiori sarà infatti il reinserimento nella società di chi rientra in Europa dalla Siria, non solo i 'foreign fighters' ma soprattutto "i non combattenti come donne e bambini", avverte King. Sono circa "8mila", ha ricordato il commissario, le persone segnalate a Europol che potrebbero rientrare in Europa ma "non credo vedremo una grossa ondata" dopo la presa di Raqqa. Però "anche se sconfiggiamo il Califfato sul terreno, questa non è la fine dell'Isis" in quanto hanno "creato un franchising online che è molto potente per la radicalizzazione dei giovani più vulnerabili", e che continuerà. Questa è infatti la vera "grande sfida sociale e per la sicurezza" che incombe sull'Ue, secondo il commissario britannico.

E' quindi "molto importante ascoltare la voce degli stati membri che per ragioni diverse sono alle prese con questo problema in modo avanzato". Ed è in quest'ottica che King spinge perché le città italiane come le 9 che a fine settembre hanno firmato la Dichiarazione di Nizza (Torino, Genova, Milano, Venezia, Firenze, Cuneo, Sorrento, Sanremo, Ventimiglia), partecipino ai progetti europei da 100 milioni di euro per le 'Urban Innovative Actions'. Questi, annunciati con il pacchetto odierno anti-terrorismo e i cui bandi verranno lanciati l'anno prossimo, mirano a sostenere i centri urbani negli investimenti sulla sicurezza. "Spero che prendano un ruolo di guida in questo lavoro", ha sottolineato il commissario.