Ue pronta a difendersi sui dazi. Dalla crisi per l’Italia impatto negativo sul Pil dello 0,3%

Bruxelles – Al vertice europeo di Sofia di giovedì 17 maggio, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, proporrà ai leader europei “di restare fedeli alla nostra linea” sui dazi Usa, rinnovando il “pieno sostegno” alla Commissione in quanto “è il solo modo per proteggere gli interessi europei”. Il messaggio è contenuto nella lettera d’invito che Tusk ha inviato ai Ventotto, mentre la scadenza dell’ultimatum americano è infatti sempre più vicina: l’esenzione temporanea ai dazi Usa su acciaio e alluminio per l’Ue scade il primo giugno. “E’ chiaro che non è l’Ue che sta mettendo a rischio le relazioni commerciali transatlantiche, ma dobbiamo essere sicuri di aver fatto tutto quanto è in nostro potere, e nei limiti delle regole internazionali, per evitare uno scenario negativo”, aggiunge Tusk.

Al momento, secondo quanto riferiscono fonti Ue, non c’è nessun mandato negoziale in preparazione da parte degli stati membri perché la Commissione Ue possa aprire negoziati commerciali con gli Usa, come questi ultimi vorrebbero facendo un forcing coi dazi, ma il vertice informale di Sofia di giovedì 17 maggio sarà decisivo per “dare le linee guida” ai ministri del commercio dei 28 che riaffronteranno il tema dazi nella riunione a Bruxelles di martedì prossimo. “Bisogna ancora vedere come la cosa si sviluppa, tutto dipenderà dall’indirizzo che darà la discussione dei leader a Sofia”, sottolineano ancora le fonti. Perché in sé, concludono, “la situazione è chiara, c’è un’esenzione per l’Ue che è stata prolungata una volta e la nuova scadenza è il primo giugno, quindi le sfide che questo comporta sono chiare a tutti”.

“Siamo aperti a migliorare le nostre relazioni commerciali con gli Usa ma questa non è una concessione per evitare i dazi su acciaio e alluminio, perché non c’è nessuna ragione per queste tariffe” doganali, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue per la crescita, Jyrki Katainen, sugli ultimi sviluppi e contatti tra Bruxelles e Washington, ribadendo che la cosa logica sarebbe diminuire la “pressione ingiustificata” che gli americani stanno facendo sugli europei. “Noi non negoziamo sotto minaccia, siamo sempre interessati a parlare ma prima di entrare in qualsiasi discussione dobbiamo prima avere” il via libera degli stati membri. La commissaria al commercio Cecilia Malmstroem “sta facendo un ottimo lavoro per calmare il gioco e trovare una soluzione ma non è così facile come si potrebbe immaginare”, ha sottolineato Katainen. Malmstroem domani farà il punto della situazione con i colleghi durante il Collegio dei commissari, mentre nel pomeriggio di oggi è previsto un contatto telefonico con il segretario di stato americano al commercio Wilbur Ross.

Nel frattempo, il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, ha spiegato che “uno dei principali fattori di rischio evidenziati nel Documento economico e finanziario (Def) italiano riguarda l’impatto sulla crescita dell’inasprirsi delle tensioni commerciali. La dinamica più contenuta degli scambi internazionali influirebbe negativamente sulla crescita complessiva del sistema economico, determinando una diminuzione del Pil di 0,3 punti percentuali rispetto allo scenario base: le esportazioni registrerebbero un rallentamento significativo, diminuendo di 1,1 punti, le importazioni di 0,3 punti”.