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Nasce la Comunità Politica Europea, dentro anche Londra, Ankara e Kiev

Strasburgo - Nessuno sa ancora bene cosa sia, ma piace. Ed è già qualcosa. La Comunità Politica Europea - l'acronimo è da trovare: CPE o CoPo sono buoni candidati - è infatti un 'pensiero stupendo' di Emmanuel Macron e così come cantava Patty Pravo è nato un poco strisciando, sollevando più di un sopracciglio tra i leader. Poi però la presidenza ceca dell'Ue ha portato avanti l'idea e quando sono partiti gli inviti - ben 44 - tutti hanno risposto "presente". "

Si tratta di costruire una 'intimità strategica' tra i Paesi europei, membri o meno dell'Ue", ha chiosato un raggiante Macron. Ma pure "lanciare un messaggio di unità". Lo sfondo, naturalmente, è la guerra in Ucraina e le varie crisi - energetiche, alimentari, forse migratorie - ad essa legate. "Ci troviamo tutti qui per capire come costruire una nuova architettura di sicurezza in Europa", aggiunge l'alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell.

"Lo si deve fare senza la Russia non perché non vogliamo la Russia ma perché Putin l'ha portata fuori dalla comunità europea". Ovviamente sono suggestioni, ognuno porta le sue. Lo spettro d'altra parte è ampio. Oltre ai 27 membri dell'Unione Europea al Castello di Praga sfilano i Balcani occidentali, incluso il Kosovo; l'Ucraina, la Moldova e la Georgia, futuri (molto futuri) Paesi Ue; i caucasici Azerbaigian e Armenia; la Turchia; i nordici Islanda e Norvegia; i neutrali Svizzera e Liechtenstein; il Regno Unito. "L'intero continente europeo è qui tranne la Bielorussia e la Russia", nota il belga Alexander De Croo. Ora, non è che i forum d'incontro in Europa manchino.

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C'è l'Osce e c'è il Consiglio d'Europa. C'è l'Ue, ovviamente. C'è la Nato. Eppure, in un tempo in cui i rapporti personali hanno sostituito le felpate diplomazie, serviva (probabilmente ed effettivamente) qualcosa in più. Il format della CEP (o Copo) è dunque volutamente agile per permettere un dialogo 'liquido'. Prima una plenaria in cui ha preso la parola il padrone di casa Petr Fiala, seguito da Volodymyr Zelensky (in video da Kiev), il norvegese Jonas Gahr St›r, l'albanese Edi Rama (autore, si dice, di un intervento molto "potente e apprezzato") e la britannica Liz Truss.

Proprio la nuova inquilina di Downing Street si era proposta di ospitare il prossimo summit, forse tra sei mesi, forse tra un anno, ma al momento i rumor danno in vantaggio la Moldavia. Perché si dovrebbe alternare un Paese Ue a uno non Ue. Alla plenaria sono seguite le tavole rotonde parallele sui due temi del vertice: "Energia, clima e economia" e "Pace e sicurezza". Il premier italiano Mario Draghi ha partecipato alla prima, co-presieduta dal primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e dal presidente svizzero Ignazio Cassis - c'erano anche i leader di Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Liechtenstein, Norvegia e Serbia. In chiusura la cena di gala, immaginata come un 'debriefing' del lavoro svolto durante le tavole rotonde del pomeriggio.

Allo stesso tempo, i capi di Stato e di Governo sono stati incoraggiati ad organizzare bilaterali o incontri in altri formati. Ecco allora che l'azero Ilham Alyiev e l'armeno Nikol Pashynian si sono stretti la mano davanti ai sorridenti Erdogan e Macron ('padrini' dei rispettivi Paesi). Poi i due si sono immersi in un quadrilaterale con il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e lo stesso presidente francese. Un successo diplomatico su quel fronte sarebbe un buon viatico per la Comunità Politica.

Come evolverà ora è da vedere, se avrà una struttura o meno. "Condividiamo lo stesso continente, abbiamo davanti le stesse sfide, abbiamo la possibilità di capire come migliorare la cooperazione", ha notato Michel. Non sarebbe poco