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Nato, ‘la guerra può durare anni, armi pesanti a Kiev’

Bruxelles - Un avvertimento e un cambio di passo. L'ultimo consiglio atlantico - al livello dei ministri degli Esteri - sposta l'asticella più in là sulla crisi ucraina. "La guerra - ha messo in guardia il segretario generale Jens Stoltenberg in apertura di vertice - può durare mesi o anche anni, dunque dobbiamo essere pronti ad affrontare un lungo viaggio". Nell'immediato, però, Kiev ha bisogno "urgente" di aiuti militari, quindi gli alleati sono chiamati ora a decidere cosa fare. Stoltenberg ha detto chiaramente che sul tavolo c'è l'opzione delle "armi pesanti" oltre a quelle "leggere" - una scelta che potrebbe cambiare la natura del coinvolgimento della Nato nel conflitto scatenato da Vladimir Putin.

La sensazione è che il ritiro delle truppe russe da Kiev, con quell'orrenda scia di morte e atrocità documentata sul campo dai giornalisti di mezzo mondo, stia spingendo l'Alleanza a fare di più. L'Italia - ha detto ad esempio Luigi di Maio - sostiene il quinto pacchetto allo studio dell'Ue perché bisogna indebolire l'economia russa in modo che Putin non continui a finanziare questa guerra". Stoltenberg poi ha fatto sapere di aver chiamato il premier ungherese Viktor Orban, ribadendo in quel contesto l'unità degli alleati "nel condannare" le azioni del Cremlino. Il che appare come un bel cartellino giallo rispetto alle fughe in avanti filorusse - 'siamo pronti a pagare il gas in rubli' - dell'Ungheria.

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Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha tessuto le lodi della reazione alleata e ha marcato, con una battuta, l'unità transatlantica: "Mi pare di non essermene mai andato, anzi, non è che avete un appartamento libero qui al quartier generale?". Gli Usa insomma ci sono. Non solo a parole. "Per ogni tank russo gli Stati Uniti e la Nato hanno fornito o forniranno dieci sistemi anti-carro all'Ucraina". E ci saranno, ora che inizia la maratona per stilare e approvare il nuovo concept strategico della Nato (al summit di Madrid di fine giugno). "Ci troviamo in un momento chiave per la nostra alleanza", ha precisato Blinken. L'America si aspetta azioni concrete dagli alleati. E il concept, dicono alla Nato, dovrà giocoforza prendere in considerazione la "nuova realtà" disegnata dall'aggressione della Russia (con le necessarie correzioni di "lungo termine" all'assetto strategico-militare delle forze alleate). Non solo. Nel corso del consiglio i 30 ministri sono anche chiamati ad affrontare "le conseguenze sulla sicurezza di una Cina molto più forte, e le sfide che Russia e Cina pongono insieme al nostro ordine internazionale basato sulle regole e ai nostri valori democratici". Mosca e Pechino sono dunque viste come una coppia di fatto dopo l'Ucraina, e questo avrà delle conseguenze. Non è un caso che, per la prima volta, a Bruxelles siano riuniti anche i partner orientali (Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud). Perché appunto la crisi potrebbe durare anni, con ramificazioni ben più profonde di quanto non paiano ora.