Nato, obiettivo spesa 2% Pil. Conte, contributo dell’Italia è anche con missioni

Bruxelles – “Ho già risposto al presidente Trump, è un tema all’ordine del giorno. Sarò al vertice Nato e a Trump ho risposto appellandomi a un ‘pledge’, l’Italia contribuisce ma le forme di contribuzione non sono solo in misura economica ma anche con interventi strategici per la Nato, queste forme di contribuzione vanno considerate assieme”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi commentando la lettera del presidente Usa Donald Trump ai leader Nato.

La spesa dell’Europa per la difesa è in netto aumento e nel 2017 ha registrato un +4,07% su base annua. Sono solo quattro però i Paesi europei a raggiungere il target del 2% del pil fissato dall’Alleanza: Grecia (2,32%), Gran Bretagna ed Estonia (2,14%), Romania (2,02%), e Polonia (2,01%). La media della spesa europea per la Nato si attesta quindi all’1,46% del pil in termini reali. E’ quanto emerge dal rapporto annuale del 2017 della Nato.

Gli Usa restano leader in termini di pil, con il 3,58%. Per il 2017 registrano inoltre un aumento di spesa per la difesa del +2,42%. La Germania, accusata dal presidente Usa Donald Trump di non investire di piuù nel settore militare, nel 2017 ha invece registrato una crescita annua di quasi il 6% in termini reali (+5,94%), per una spesa pari all’1,22% del pil. L’Italia, invece, ha visto un +1,68% su anno per l’1,13% del pil, la Francia un incremento del +1,43% per l’1,79% del pil.

I Paesi che hanno registrato l’aumento della spesa annuale maggiore sono stati quelli dell’Est e i Baltici con la Romania (34,82%), la Bulgaria (26,42%), la Lettonia (25,80%), la Lituania (20,73%). Questi sono anche i Paesi che, oltre ai 4 già ‘virtuosi’, centrano o più si avvicinano al target del 2% del pil, con rispettivamente l’2,02% per Bucarest, l’1,57% per Sofia, l’1,70% per Riga e l’1,77% per Vilnius.

Entro il 2024 ci aspettiamo che saranno almeno 15 gli alleati che spenderanno il 2% del Pil per la difesa, per quest’anno ce ne aspettiamo 8″, ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, spiegando che “ci sono progressi”, ma “c’è ancora molta strada da fare”.